I dubbi che uccidono

  Versione 2.0   ?


Durante la nostra vita ci accadono tante cose, tra cui anche cose belle. Molte volte però, pur avendo l'occasione di essere felici, finiamo per farcela sfuggire.

Io come al solito cerco di ridurre tutto il male del mondo alla paura di soffrire o di non essere felici, ma mi rendo conto che parte delle persone non riesce a seguire i miei ragionamenti.

Oggi cercherò di spiegarmi meglio cercando di usare la più alta forma di comunicazione: l'esempio.

Immaginiamo che ci siano un uomo e una donna, che si sentano insoddisfatti della loro vita nonostante abbiano enormi capacità; non sono esseri perfetti e giustamente hanno dei difetti. Quante persone conoscete così?

Ammettiamo che i due cerchino di avere una relazione. Oltre alle gioie dell'amore, i difetti di entrambi genereranno litigi, sofferenze, egoismi e tutto quello che riuscite a ricordare di negativo nei rapporti tra le persone.

Può accadere così che questi due interrompano la relazione, magari utilizzando scuse come l'incompatibilità di carattere, i difetti incorreggibili, ecc... Poi però il distacco li fa tornare indietro e riprovare a stare insieme per poi lasciarsi di nuovo. Possono nascere i famosi “tira e molla”, che spesso sono micidiali per chi ne è coinvolto.

Purtroppo tutto ciò accade ogni giorno nel mondo, e chi si trova in mezzo a queste situazioni è costretto a prendere delle decisioni: continuare o non continuare, me stesso o la persona che amo, lavorare vicino o lontano, vivere per me o per le persone a cui voglio bene.

Senza prendere una decisione rapida, questi dubbi possono ristagnare nella nostra anima anche per anni, con effetti di sicuro non positivi.

Quando il dubbio è tra due scelte importanti, che ci danno entrambe sensazioni forzi, il peso della nostra volontà viene ridimensionato. Possiamo così perdere l'occasione di essere felici, o addirittura scegliere il male per noi stessi. È proprio in questo caso che i dubbi possono ucciderci.

Forse, arrivati a questo punto, dovremmo riflettere bene su cosa vogliamo dalla vita e, se proprio non si può fare a meno di soffrire, avere le palle di sceglierci le sofferenze per cui penare.

La vita è piena di sofferenze e l'unico modo per stare bene è accettarle dentro di noi, superarle e conquistare la nostra felicità. La felicità DEVE essere qualcosa che va conquistato altrimenti la vita diventerebbe solo un lasso di tempo in cui aspettiamo annoiati l'angelo della morte.

E se il nostro passato, la nostra esperienza, ci dicesse che è inutile provare ad essere felici? A quel punto bisogna sbattersene e combattere con tutte le forze contro il destino che NOI ci siamo costruiti perché, pur avendo capacità limitate, NOI possiamo indiscutibilmente scrivere una parte del nostro destino.
Se la nostra vita è stata in un certo modo fino ad ora, non vuol dire che in futuro tutto si ripeterà.
Una cosa però è certa: se si prendono le stesse strade si arriva sempre allo stesso posto.
E allora? Cosa fare per non far ripetere il passato?


Basta scegliere strade diverse, che forse ci faranno correre rischi maggiori, patire sofferenze più grandi, ma almeno si cercherà di dare una svolta. Ovviamente, scegliendo con una strada diversa si rischia di sbagliare ugualmente. E con questo? Impariamo dai nostri fallimenti e proviamo un'altra strada, un'altra ancora, fino a quando non troviamo ciò che vogliamo, fino a quando non abbiamo più forza.


Tutti abbiamo difficoltà a trovare la strada della felicità, la quale è diversa per tutti ma ha sempre lo stesso obbiettivo: stare bene con noi stessi. Questo significa sentirci apposto, amarci, essere in grado di dare amore, essere capaci di risolvere i problemi che ci incontriamo anziché evitarli inutilmente, sentirci liberi di essere noi stessi e tante altre cose meravigliose.

Credo che ogni uomo, finché ha forza, dovrebbe combattere per raggiungere questi risultati. Personalmente spero di farcela, e spero ci riusciate anche voi.

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