La disciplina che concretizza la creatività


 Versione 1.0  ?

Da quando gli esseri umani hanno voluto realizzare le loro idee, sono sempre sorti dei problemi; che si tratti delle prime necessità, o delle cose più inutili, ogni concetto realizzabile ha sempre corso il rischio di finire nel dimenticatoio.

Ogni essere umano nella sua vita può avere un'idea che può cambiare il mondo, eppure solo rarissime volte si hanno anche gli strumenti per riuscire a realizzarla.

Chi vuole realizzare una qualsiasi idea, deve spietatamente scontrarsi con tutti gli ostacoli che gli si presenteranno; questo perché ogni cambiamento che va contro la tendenza naturale della vita (positiva o negativa) necessità di energia, di lavoro.


Questo lavoro che dobbiamo fare, questa energia che dobbiamo cedere al mondo, è ciò che io chiamo autodisciplina.

La parola disciplina deriva dal latino e significa 'educazione' che a sua volta significa guidare, formare, coltivare, con esercizio o pratica ripetuta. Da queste definizioni possiamo enunciare che:
L'autodisciplina è l'educazione di se stessi, atta a guidare verso il raggiungimento di un obiettivo o la concretizzazione di un'idea.
Se io fossi un cantante, e avessi in mente la canzone più bella di tutti i tempi, non potrei mai diventare famoso se non la scrivo, se non la canto, se non faccio tour, se non la promuovo; al massimo potrà essere realizzata da qualcun altro con più voglia di lavorare di me.

Senza autodisciplina difficilmente riusciamo a realizzare ciò che vogliamo, per questo si può anche dire che:
L'autodisciplina esercita la forza di volontà.
Tutte le persone VERAMENTE valide che ho conosciuto nella mia vita, TUTTE, più che un'abilità innata avevano una spaventosa e costante autodisciplina: non si spaventavano davanti a nulla, per ogni problema trovavano una soluzione e, soprattutto, andavano sempre avanti (salvo episodi eccezionali ovviamente).

Anche per quanto riguarda me stesso, ora che ci penso, è andata allo stesso modo: le imprese più grandi della mia vita non sono state le idee più belle che ho avuto, ma quelle in cui mi sono impegnato con costanza e passione.
E, come ulteriore conferma, i peggiori fallimenti della mia vita non sono stati quelli relativi alle mie idee peggiori, ma piuttosto quelli in cui non ho avuto la forza di credere in me stesso, diventando incostante negli impegni.

Quello che desideriamo oggi non è detto che sarà ciò che desideriamo domani, per questo la realizzazione di un'idea avuta oggi ha bisogno per forza dell'autodisciplina per essere concretizzata in un prossimo futuro.

Il 2012 per molti giovani è l'anno dell'autodisciplina: è questa la lezione più dura da imparare in questi anni, soprattutto con questa crisi che ci ha catapultato in un mercato del lavoro totalmente diverso da come ce lo aspettavamo 6-7 anni fa.

Reinventarsi non basta più, è ancora più importante impegnarsi con costanza per crescere professionalmente: probabilmente è sempre stato così, ma è evidente che oggi gli sforzi da fare sono triplicati se non di più.

Ora però parliamo di cose pratiche.

L'autodisciplina è un'autoeducazione, un processo educativo autoindotto atto ad acquisire dei mezzi che useremo secondo la nostra volontà.
Ogni strumento che otteniamo, se vogliamo padroneggiarlo nel migliore dei modi, dobbiamo conquistarcelo con il duro lavoro.
Ci sono maestri di arti marziali che con un pugno spaccano una pietra. Sono persone eccezionali? Sicuramente, ma non perché sono nate con qualche abilità fuori dalla norma, ma semplicemente perché da decenni ogni giorno spaccano pietre 1000-2000 volte.

Spaccare pietre 1000 volte al giorno non significa semplicemente fare un determinato movimento fisico, significa cominciare a fare una cosa che ci farà soffrire, significa imparare a convivere con il dolore, significa temprare la mente.
L'autodisciplina è fiducia in se stessi, coraggio e spirito di sacrificio.
Sviluppate queste tre capacità e riuscirete ad acquisire l'autodisciplina.

Praticamente, l'autodisciplina rafforza la nostra volontà, perché ogni giorno facciamo combaciare il DIRE e il FARE.

Un tipico esercizio per rafforzare la volontà è proprio prefissarsi degli obiettivi simbolici da realizzare. Ad esempio:
  • non parlare per un'ora;
  • non bere caffè per una settimana;
  • cantare un piccolo motivetto alle 8.00 del mattino tutti i giorni, per 15 giorni.
Al di là dell'utilità di questi esercizi, provate ad inventarvene qualcuno e capirete quanto è difficile trasformare una nostra decisione in un azione costante nel tempo.

Anche i tipici fioretti di maggio, o quelli della quaresima, più che un segno di devozione verso una dottrina hanno un forte impatto positivo sulla forza di volontà dei fedeli.

Provate a non mangiare carne tutti i venerdì di quaresima: sicuramente con l'attuale varietà di cibo nessuno di noi faticherebbe a trovare un'alternativa nel pesce, ma quanti di noi si sono dimenticati dell'impegno preso e l'hanno mangiata comunque?

Si dice che se lo fai inconsapevolmente non è peccato, ma che importanza può avere un peccato simile! Forse c'è uno scopo più grande che tutti quanti i cristiani dovrebbero assimilare: aumentare la forza di volontà per resistere alle tentazioni.

Per allenare la nostra forza di volontà, propongo quindi di fare dei fioretti laici; non ne servono tanti, a me ad esempio ne è servito solo uno per capire la lezione e oggi concentro direttamente i miei sforzi in un'autodisciplina nel lavoro e nella mia vita sociale.

Personalmente ho ottenuto dei vantaggi: sono diventato più tenace, lavoro meglio e credo di essere diventato un amico e un partner migliore. Ovviamente, come tutti, continuo ad avere i miei alti e bassi ma questo è normale.

Così come è accaduto per me, allo stesso modo credo che potrete ottenere grossi vantaggi anche voi.

Tutti i grandi di tutti i tempi hanno avuto una grande autodisciplina, nel bene e nel male, da Gandhi ad Hitler.

Forse, tra Gandhi ed Hitler ad esempio, la differenza fu nella loro creatività:
  • Gandhi ha trovato un modo geniale per fare la guerra agli inglesi, limitando al massimo le morti;
  • Hitler invece poteva trovare sicuramente un modo migliore per risollevare le sorti della Germania, evitando almeno l'olocausto.
Concludo con un ultimo monito: la disciplina non è abbastanza per fare grandi cose.
La disciplina deve essere un mezzo per concretizzare la nostra creatività
non qualcosa da utilizzare per sopprimerla. Tenetelo sempre a mente.

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