Destino o libero arbitrio?

  Versione 1.2    ?

Ogni giorno, se mi fermo a riflettere, posso pormi in ogni mia azione, in ogni momento, la domanda che è alla base della nostra esistenza:
sono davvero libero?
Perché oggi ho mangiato un determinato pasto? Perché studio una cosa anziché un’altra? Perché ho questo carattere? Questi sono solo alcuni degli infiniti interrogativi che possono farmi dubitare dei meriti e delle colpe della mia vita.

Prima di andare a perderci in discorsi più grandi di noi, è bene definire meglio alcune cose, per ottenere così una comprensione più solida di ciò che voglio raccontarvi oggi.

Cominciamo con il destino. Il destino è definito come l'insieme degli eventi dell'esistenza, indipendenti dalla volontà umana, determinati da una qualsiasi entità superiore. Per quanto l'uomo possa impegnarsi, per definizione è inutile sfuggire al destino; al massimo si può provare a conoscere il futuro tramite la divinazione, ossia quelle particolari tecniche con cui è possibile interpretare i segni della volontà superiore che ci governa.

Il libero arbitrio invece è una questione molto più complessa; è definito come la facoltà di noi esseri umani di decidere indipendentemente dalle limitazioni imposte da una qualsiasi causa esterna, dalla natura o dalla volontà divina. Grazie ad esso l'uomo è artefice del suo destino, può mutare la sua esistenza con le sue scelte.

Leggendo le definizioni in rosso, vi sarete accorti che nessuna descrive le nostre vite in modo completo.

Un fatalista, ossia un individuo che crede nel destino, farebbe un grosso errore a pensare che la sua vita sia indipendente dalle sue scelte. Dio, Allah, l'ordine universale o qualsiasi entità superiore saranno pure inesorabili, ma potete osservare da soli che tanti degli avvenimenti della vita sono tutt'altro che inevitabili; anche vincere al superenalotto, una cosa difficilissima, può risultare impossibile se la mia volontà o quella di qualcun'altro non decide di comprare il biglietto.

D'altra parte invece, con il libero arbitrio, ci ritroviamo tante volte in crisi esistenziale perché non rappresenta  fedelmente gli avvenimenti della nostra vita:
  • nell'esistenza individuale, dove accadono tante cose in cui ci sentiamo impotenti: defunti, disgrazie, scelte sbagliate, amori andati male.
  • nel mondo materiale, dove possono accadere disastri naturali e malattie di cui il singolo uomo non ha responsabilità;
  • nel mondo ultraterreno, se esiste, perché pensare che il male del mondo dipenda dalla volontà di un dio non è di grande incoraggiamento.
Per questi motivi credo che qualcosa che si avvicini alla verità bisognerebbe cercarla tra queste due filosofie di vita. Questi sono misteri impossibili da risolvere in modo convenzionale e vi esorto a guardarvi bene da chi vi impone la sua visione, indipendentemente se sia un rappresentate religioso, un familiare, uno scienziato o chiunque altro.

Per avere un confronto però è utile conoscere le visioni degli altri e perciò vi propongo le idee che mi sono fatto fino a questo punto della mia vita. Spero che continuiate a confrontarvi con altri, al fine di arrivare ad una comprensione più profonda.

Anche se per tanti può non essere importante, io ci tengo molto a confrontarmi su questi argomenti; mi piacerebbe molto sapere come la pensate anche voi e quindi, se avete qualcosa da dire, commentate pure.

Il mio pensiero

Nonostante forza prorompente del destino, io ho deciso di credere nel libero arbitrio. Questo è stato uno dei motivi fondamentali per cui non mi sono distaccato dalla religione cristiana, soprattutto perché non esclude affatto uni stile di vita laico se è vissuta nel giusto modo.

Per capire meglio la mia visione è necessario considerare queste mie posizioni puramente personali, che non dovete necessariamente condividere, basta solo che le comprendiate per affrontare meglio i discorsi successivi:
  1. La morte non è un male ma fa parte della vita. Il problema semmai c'è nella sofferenza prima della morte.
  2. L'uomo è imperfetto e proprio questa imperfezione è un limite alla sua libertà di scelta.
  3. La sofferenza è il frutto dell'imperfezione dell'uomo; credo che, se fossimo esseri perfetti, non soffriremmo.
  4. L'umanità può essere vista come un'unica entità strutturata da un insieme di uomini.
  5. Il pianeta terra può essere visto come un unico organismo vivente che ha le proprie leggi e le sue logiche, le quali a loro volta possono andare a collidere con la volontà del singolo uomo o dell'umanità intera.
  6. Esiste un entità superiore positiva, anch'essa con le sue leggi e le sue logiche, che è presente ovunque nelle sue svariate forme e la sua assenza è ciò che l'uomo definisce "il male". Nessuno però può definirla: potrebbe essere la natura, l'intera umanità o una divinità.
  7. Il pianeta terra, l'umanità e l'entità superiore sono profondamente legate.
Per considerare il libero arbitrio dell'uomo è necessario estendere questo concetto al libero arbitrio dell'umanità. L'umanità attua una scelta in base alle volontà delle seguenti strutture sociali:
  • Uomo singolo.
  • Coppia o Famiglia.
  • Strutture complesse sociali (politica, clero, tribù, loggie, quartieri, associazioni, ecc.), anche in base a criteri geografici (città, regioni, nazioni), professionali (medici, ingegneri, artigiani ecc.), ecc...
Voi sapreste dire quale è la volontà dell'umanità? Nessuno può definirla con precisione ma possiamo dire che la volontà dell'umanità è frutto degli scontri, o confronti, tra le strutture sociali sopra menzionate. Chi vince questi scontri determina la volontà dell'umanità. 

La volontà del singolo uomo non solo può scontrarsi con un'entità superiore o con le logiche del pianeta terra, ma lo farà anche con le strutture sociali e con la volontà dell'umanità intera. Al contrariò, sempre la volontà del singolo uomo, grazie al confronto e alla condivisione, può fondersi in una volontà più grande e aperta.

Non è finita qui: le volontà si influenzano tra loro. Ad esempio, analizziamo la mia situazione attuale, di ora che sto scrivendo questo intervento:
  • Perché ho scelto di farlo? Io voglio farvi conoscere la mia opinione.
  • E perché lo voglio? Forse perché tengo per me questa opinione da troppo tempo.
  • Per quale motivo me la sono tenuta dentro? Forse perché sono cresciuto in un certo modo (famiglia, media, amici, ecc.) e tendo a non parlare di queste cose agli altri.
Quindi, ogni mia azione è influenzata dal mio passato, nel quale la mia volontà è stata influenzata da altre persone, dai luoghi geografici in cui ho vissuto, dalla società, ecc. Il fatto che sia nato in un paese di mare mi ha senza dubbio dato una mentalità più aperta di chi vive in mezzo alle montagne, il vivere in Italia ha aumentato le probabilità che fossi cristiano, il tipo di amicizie che ho avuto ha contribuito al mio modo di vivere i rapporti sociali e il tipo di ragazza con cui vivo ha consolidato alcune mie idee sulle relazioni di coppia anziché altre.

A questo punto, come posso credere di avere il libero arbitrio?

Lo credo perché, in ogni caso, sono sempre io che ho l'ultima parola nelle decisioni della mia vita. Chi ha deciso le persone da frequentare? Chi ha deciso di ascoltare i familiari? Chi ha scelto l'università invece di lavorare? Chi? 

Sempre io, ogni volta che ho avuto la possibilità di decidere.

L’uomo contro tutto e tutti

Quando ero piccolissimo i miei genitori sicuramente mi avranno costretto a mangiare delle cose che non volevo o a comportarmi in modo diverso dalla mia volontà, ma purtroppo tutti gli esseri viventi evoluti devono frequentare i genitori se vogliono sopravvivere: io ho scelto di ascoltare i miei genitori da piccolo perché ho scelto di fidarmi di loro, perché certamente mi conveniva (con tutta l'innocenza di un bambino ovviamente) . Avere la libertà di scelta significa anche essere liberi di non scegliere, delegando questa responsabilità ad altri.

Se ad esempio mi trovassi in una spiaggia Giapponese e avessi di fronte a me un onda di 10 metri pronta ad uccidermi, posso dire di essere libero? In quel caso c'è uno scontro tra la mia volontà di vivere e le logiche della natura. Io posso scegliere di vivere solo se sono più forte, o più furbo, della catastrofe naturale: se fossi ricchissimo ed avessi parcheggiato un elicottero vicino alla spiaggia, probabilmente sarei volato via prima dell'arrivo dello Tsunami.

Anche se morissi, come sicuramente accadrebbe, lo tsunami non potrebbe costringermi a nulla se non ad una cosa inevitabile: la morte. La natura non può imporre le scelte, ma solo limitarle o annullarle. Non mi sarebbe mai imposto di scegliere di morire, in questo caso morirei contro la mia volontà.

Un'altra questione che non si può evitare di affrontare è la sofferenza: siamo imperfetti nel corpo e nella mente e proprio per questo motivo ci ammaliamo. Non posso scegliere di non soffrire nella vita, ma posso scegliere se e come affrontarla. Se soffro per un amore non corrisposto posso scegliere di arrendermi o di superare il rifiuto andando avanti con la mia vita. Se ho il cancro posso scegliere se combatterlo aggrappandomi alle speranze di guarire, o lasciarmi andare alla sofferenza, ma non posso sottrarmi ad essa.

Per quanto riguarda Dio e il male nel mondo, ammettendo che io soffra e subisca il male per tutta la mia vita, penso che sia un prezzo minimo da pagare per avere un eternità da beati. Se poi uno non crede al paradiso allora non esiste nemmeno Dio, quindi è inutile incolparlo perché permette il male.

Ad esempio, nel Cristianesimo, si insegna che, se si supera il male, si può ottenere un bene maggiore di quello che si avrebbe ottenuto se il male non ci fosse stato. Con questa logica, Dio permetterebbe il male proprio per fare in modo che il bene si rinnovi. Provate a pensare se adesso Dio eliminasse tutto il male dal mondo, cosa accadrebbe? Il mondo diventerebbe un paradiso e tante persone avrebbero accesso a qualcosa che non si meritano. Vi sembra giusta questa cosa?

Di solito, in questo ambito, il problema maggiore sta nell'incompatibilità tra l'esistenza di un Dio e la libertà dell'uomo, ma credo che questo sia un qualcosa si estende anche alla convivenza tra persone in un appartamento ed anche ad un uomo solo che è costretto a vivere a seconda dell'ambiente naturale che abita.

Il concetto di libertà assoluta è incompatibile con ogni tipo di realtà, proprio perché siamo in un pianeta limitato.

Libertà e libero arbitrio

In conclusione penso quindi che nessuno sia veramente libero, ma la libertà è una cosa diversa dal libero arbitrio. Vi faccio l'ultimo esempio, brutto ma che può essere molto utile: ammettiamo che quattro uomini violentino una donna, possono costringerla a scegliere di fare sesso con loro? No, al massimo possono fare sesso contro la sua volontà, ma mai lei deciderà di fare sesso solo perché lo vogliono loro. Libero arbitrio significa libera scelta e, nella vita, niente e nessuno può costringerci a scegliere qualcosa, al massimo possono toglierci la possibilità di scelta. Anche in caso di un ricatto, noi potremmo scegliere di soffrire per evitare sofferenza agli altri.

Questa è la mia filosofia di vita, dato che non sono Gesù, Buddha o Maometto avrà sicuramente tanti difetti da correggere, ma quando riesco ad applicarla i vantaggi che ottengo sono importanti:
  • mi sento responsabile delle mie azioni. Per me tutto dipende in parte dalla mia volontà e so che, se diventa abbastanza forte, posso modificare gli eventi per realizzare qualcosa che sia il più vicino possibile ai miei desideri;
  • quando accade qualcosa di male non mi sento impotente perché so che posso sempre migliorare qualcosa che dipende da me;
  • quando accade qualcosa di buono so che ho una parte di merito, aumento quindi la mia autostima e sono più incentivato ad imparare nuove cose per migliorarmi.
Tra gli svantaggi che ho individuato nel mio modo di pensare, ho notato che delle volte mi prendo delle colpe che non ho e, se ce l'ho, mi prendo più responsabilità del dovuto. Questo ci porta all'ultima riflessione, ossia che la nostra imperfezione ci condanna all'errore e per questo non saremo mai veramente liberi, ma il libero arbitrio non verrà scalfito in ogni caso.

Quando pensiamo di essere costretti a scegliere, molto spesso non abbiamo una visione ampia della realtà: probabilmente, se ci fermassimo un'attimo a riflettere su ciò che è davvero in nostro potere, avremmo a disposizione molte più scelte di quelle che crediamo.

La libertà è un valore che va conquistato, superando le nostre paure, amplificando le nostre abilità fisiche e mentali, con la consapevolezza che non saremo mai in grado di essere liberi al 100%. Al contrario, il libero arbitrio è l'unità di misura della libertà dato che il numero di scelte che possiamo fare è direttamente proporzionale alla nostra forza di volontà e al nostro coraggio, che ci portano ad avere sempre maggiori conoscenze e capacità: più la nostra volontà è debole e più saremo influenzati dalle volontà altrui, accontentandoci delle loro briciole, sentendoci sempre più in trappola in una vita che non vogliamo.

Qualcuno pensa ancora che il destino abbia già deciso chi o cosa saremo? Non ho le capacità per dirvi se è questa la Verità ma posso dirvi che voi potete sempre scegliere cosa credere. Io ho scelto di credere al libero arbitrio e, se proprio esiste un Dio che ha scelto già al posto mio, continuerò per tutta la mia vita a confrontarmi con la sua volontà, rimanendo sempre fedele a me stesso. Mi rifiuto di vivere la mia vita nella completa deresponsabilizzazione. 

In un film una volta sentii questa frase: “...spesso si va incontro al proprio destino seguendo la strada che si è scelta per evitarlo”. Bene! Se è così, almeno andrò incontro al mio destino scegliendo la strada che più mi aggrada.

Alla prossima

"Possiamo togliere tutto a un uomo tranne l'ultima libertà umana: la possibilità di decidere la propria condotta in qualsiasi circostanza si trovi. È questa libertà spirituale che dà senso alla vita"
Victor Frankl 
 

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