Moduli Fotovoltaici Cinesi

L'altro giorno mi chiedevo come mai, in Italia, uno dei primi paesi al mondo per l'uso della tecnologia fotovoltaica, siamo stranamente anche tra i primi importatori di moduli, quelli che solitamente usiamo chiamare pannelli. 

Nel nostro paese quindi si è creato un mercato interessante per tutti i produttori internazionali ma, da qualche anno, come al solito, la Cina sta aggredendo il mercato con i suoi bassi costi e la qualità, almeno sulla carta, quasi pari a quella dei maestri produttori tedeschi.

Molti piccoli installatori, per tenere il passo con le grandi aziende, decidono quindi di puntare su moduli molto economici, con standard di qualità in regola sulla carta ma che di fatto nascondono segreti che una semplice certificazione normativa non può specificare: la provenienza materiali, i rapporti con le aziende produttrici e il costo della manodopera. 

È emblematico il caso di una centrale fotovoltaica pugliese: si utilizzarono moduli cinesi che, con il caldo sole del sud si erano piegati con le alte temperature. L'uso di due metalli con coefficiente di dilatazione diversi, giustamente, con il calore hanno reagito in modo diverso, deformando la struttura originale del modulo. 

Questo è ovviamente un caso isolato, che immagino sia servito da lezione e che difficilmente si ripeterà, ma il problema è un altro. Avete mai provato a fare causa o a chiedere risarcimento ad un'azienda cinese? Capirete anche voi che non è facile e, se fattibile, ha sicuramente dei costi legali molto elevati. 

Se invece decidete di chiedere i danni al vostro installatore, dovrà pensarci lui a risarcirvi. Ma se il vostro installatore fallisce, per qualsiasi motivo? Chi vi garantisce che tra 4-5 anni sia ancora in attività? Chi vi tutela? È questo il primo grande limite di chi usa prodotti cinesi, di cui pochi ne parlano apertamente. 

Infine, ci sono i costi della manodopera cinese. Chi compra moduli fotovoltaici sicuramente può risparmiare, anche 1000€/kW, ma nella vita nulla è gratis. Pensate forse che una multinazionale paghi per sé ciò che fa risparmiare ai suoi clienti? Non pensateci proprio... 

Il nostro risparmio viene pagato da lavoratori con salari bassissimi, con diritti sul lavoro limitati, in condizioni di sicurezza sicuramente inferiori a quelle europee o americane. I metalli usati per i moduli possono essere ricavati usando dei bambini nelle miniere sud Africane, o in Messico, o in altri paesi del terzo mondo. 

Questo discorso non vale solo per le corporation cinesi, vale per tutte le multinazionali del mondo, ma cercate di capire che chiunque vi offra qualcosa ad un prezzo troppo basso, ha più probabilità di essere uno di quelli che sfrutta le persone più deboli del pianeta. 

Magari gli Europei possono essere più cari, ma almeno danno salari più dignitosi, offrono diritti sindacali e condizioni di sicurezza mediamente migliori di quelle in Cina e Taiwan. 

Per quanto riguarda la qualità dei moduli, ci sono multinazionali cinesi di tutto rispetto che possono competere tranquillamente con i concorrenti occidentali. Quindi, se volete fare un discorso meramente economico, potete anche trovare un buon modulo cinese, ma affidatevi ad un installatore di fiducia, perché sono in ballo cifre importanti. 

Mentre i moduli europei, giapponesi o americani sono sempre di ottima qualità (salvo eccezioni), il mercato cinese è una vera è propria giungla: potete trovare un buon pannello a prezzi inferiori di quelli europei, ma potete anche trovare pannelli di qualità scarsissima a prezzi stracciati. Dalla Cina l'unica certezza è un risparmio immediato sicuro, ma alla lunga non è detto che possa considerarsi tale.

www.pvxchange.com/


In ogni caso non me la sento di sconsigliare a priori il mercato cinese, siete liberi di installare qualsiasi tipo di modulo, ma vi consiglio di porgere particolare attenzione quando vi propongono prodotti orientali, soprattutto valutando la serietà dell'azienda che si incarica dell'installazione.

Infine, e questo è solo il mio pensiero, vorrei sottolineare l'importanza di comprare vicino casa. I più grandi punti deboli della globalizzazione sono sicuramente il grande spreco di energia per le importazioni e lo sfruttamento dei paesi con un costo di manodopera più basso: un modulo che arriva dalla Cina avrà costi di trasporto maggiori di uno francese, tedesco o italiano e, nonostante tutto, ha prezzi minori. Questo vi sembra normale? 

Se compriamo dai cinesi, facciamo tutto tranne che far girare l'economia dell'area euro, e ovviamente anche quella italiana. 

Comprando in Italia o in Europa facciamo lavorare persone del nostro paese, che a loro volta consumeranno qui e faranno lavorare negozianti del nostro paese. Pagheranno più tasse, in virtù di maggiori guadagni, e ne gioveranno l'istruzione, la sanità e tutte le istituzioni nazionali o almeno europee. 

L'Italia, che è uno dei paesi con maggiori incentivi alle rinnovabili, offre un bonus incentivo di +10% se si installano prodotti che per almeno il 60% siano fatti di materiali provenienti dall'Unione Europea. Questo non è da sottovalutare.

Nonostante tutto, preferite ancora risparmiare 1000€/kW? Allora facciamo un conto... 

Assumiamo che a casa vostra vogliate installare 3 kW di potenza e usando pannelli cinesi potete risparmiare 5000 €. Prendiamo come riferimento un periodo di 25 anni, che è più o meno il periodo in cui le cui le case costruttrici garantiscono un rendimento maggiore dell'80%: risparmierete 200€/anno, circa 17€/mese. 

Ma se in Italia aumenta la disoccupazione, il degrado sociale, l'inefficienza delle istituzioni e tutto ciò che ne consegue, siete certi che quei 17€/mese sono un effettivo risparmio? Pensateci un po' su.

Tra le soluzioni per migliorare il mondo tempo fa vi parlai dell'economia locale. Consumare, in modo responsabile, i prodotti della nostra gente non è una forma di razzismo o nazionalismo, ma è soprattutto un modo per far sì che i soldi girino nelle tasche di tutti, che non vadano accumulati nelle casseforti di quelle decine di miliardari che si arricchiscono sfruttando la gente dei paesi poveri del mondo. 

Ora sto lavorando in questo settore e, per un evidente "conflitto di interessi", non posso forzare nessuno a prendere pannelli europei, dato che il cliente ha sempre ragione e non posso conoscere le motivazioni della sua scelta. Ma, per quanto riguarda voi che non siete miei clienti, se avete intenzione di investire in un impianto fotovoltaico, vi chiedo di pensarci due volte prima di acquistare un prodotto americano, giapponese o cinese.

Anche se molta gente sa solo vedere i guadagni immediati, se ragionate con proiezioni future, oltre a guadagnarci voi si ha un guadagno per tutta la società.

E se stanno bene tutti, starete meglio anche voi, ve lo garantisco.


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