Rinascere partendo dai propri fallimenti

  Versione 1.1   ?

Fin da bambino mi ha sempre affascinato la storia dell'araba fenice.

In una leggenda ebraica si racconta che, dopo che Eva mangiò il frutto proibito, divenne gelosa dell'immortalità e della purezza delle altre creature del Giardino dell'Eden e così lo fece mangiare anche agli altri animali.

Tutti gli animali caddero nell'inganno, tranne la Fenice che Dio ricompensò dandole la possibilità di vivere 1000 anni. Alla sua morte l'uccello bruciava e risorgeva da un uovo che poteva essere ritrovato tra le sue ceneri.

Io, da quando ne ho fatto la conoscenza, la vedo un simbolo affascinante della rinascita ed oggi la vorrei ricordare qui sul blog con una chiave un po' più matura.

Tutti, in genere, dobbiamo ammettere che dalla Fenice si può apprendere che da un fallimento si può rinascere come uomini nuovi.

Una persona, se ama ciò che fa, impegnandosi al massimo, forse non potrà raggiungere qualsiasi obiettivo, ma può fare tantissimo.

E, purtroppo, abbiamo imparato a nostre spese che, nella vita, non sempre va così e i motivi sono essenzialmente due:
  • non siamo riusciti a dare il nostro meglio;
  • non amavamo a sufficienza ciò che si doveva fare per raggiungere il nostro obiettivo.
Spesso, quando ci ritroviamo ad intraprendere una nuova impresa, ci innamoriamo di tutto quello che potremo ottenere se la portiamo a termine.

Accade però che ci dimentichiamo della cosa più importante: tutto ha un prezzo e per realizzare i nostri sogni dobbiamo inevitabilmente pagare con il duro lavoro, che va amato almeno quanto il premio che si vuole ottenere.

Per diventare dei grandi professionisti nel nostro lavoro ed ottenere tutti i vantaggi connessi dobbiamo per forza lavorare sodo per un periodo di tempo.

Questa fase potrebbe durare anni e con altissima probabilità potrebbe continuare anche dopo aver raggiunto il nostro obiettivo.

Cosa succede se non ci piace quello che facciamo tutti i giorni? Ogni giorno diventa un peso e, anno dopo anno, veniamo logorati nella mente e nel corpo.

Mi rendo conto che questa è la situazione di tanti che, per pagare il mutuo o mantenere la propria famiglia, fanno lavori che pur essendo redditizi non soddisfano.

Questo mi fa riflettere tanto: queste persone pur di far star bene i loro affetti fanno sacrifici enormi e, sinceramente, non credo che siano tanto infelici.

Probabilmente a lavoro lo sono, ma credo che a casa sarebbero felici di vedere che la famiglia funziona grazie a loro, o semplicemente di poter usare i propri guadagni come più gli pare.

Però, nonostante tutto, anche se sì ama la propria famiglia, non sempre si riescono a mantenere gli impegni professionali di un lavoro che non ci piace fare, pur potendo raggiungere obiettivi e guadagni che sogniamo da una vita.

A quel punto, quando falliamo, cosa facciamo?

Potrei dirvi di cambiare lavoro o cambiare corso di laurea per trovare qualcosa che vi piace fare, ma così portereste il peso del fallimento, paghereste il tempo di inattività che dovrete usare per cercare un nuovo lavoro e buttereste via tutti gli sforzi fatti fino ad oggi.

Potrei dirvi di continuare ad impegnarvi, fino a quando non riuscite ad amare il vostro lavoro come l'obbiettivo che volete raggiungere, ma questo potrebbe rubare troppo tempo per la vostra vita e dovreste fare rinunce pesanti.

Consigliare la cosa giusta è difficile.

Una cosa però la so: il dubbio può fare ancora più danni di una scelta sbagliata. Per questo motivo è necessario fare una scelta, male che va si sbatte un po' la testa al muro e si impara una nuova lezione di vita.
Quando falliamo, non dobbiamo mai abbatterci, bisogna andare sempre avanti.
Se vogliamo andare avanti è necessario imparare dai nostri errori, risorgere dalle nostre ceneri rinnovati proprio come l'uovo della Fenice, per poter finalmente raggiungere i nostri sogni.

Alla prossima.

Commenti