Il prezzo per non soffrire

  Versione 1.1   ?

Tutti siamo stati adolescenti e, bene o male, abbiamo delle cose di cui ci siamo vergognati o pentiti. Tra queste cose vi è probabilmente l'essere stati troppo superficiali, ossia interessarsi alla semplice esteriorità di cose o persone senza nemmeno sforzarsi di vedere qualcosa di più profondo.

Mai come ai giorni d'oggi la superficialità, soprattutto durante l'adolescenza, se non è diventata la regola poco ci manca viste le tendenze attuali. Tra le più diffuse vi è quella di farsi influenzare, nella scelta di partner e amici, dal livello di reputazione.

Dato che prima dei 20 anni contano poco la posizione sociale ed economica, per una ragazzina può bastare avere un fidanzato figo, qualche anno più grande, magari con il motorino o la macchina, che a scuola sia rispettato o desiderato dalle altre. Allo stesso modo, per un ragazzino, è sufficiente stare con una ragazza desiderabile, che possa essere considerata carina dal gruppo, che possa garantire una qualche esperienza sessuale che lo farà diventare “magicamente” un uomo.

É ovvio che, fortunatamente, non è sempre così ma quanti di voi possono dire di non essere mai stati attratti da nessuna delle persone che prima ho citato? Credo pochi.

Ai miei tempi, e parlo di 10-15 anni fa, questo fenomeno era già molto diffuso e credo che oggi le cose siano purtroppo peggiorate. Avere un fisico fuori dallo standard dettato dai modelli imposti dalla TV può essere davvero un incubo per gli adolescenti, che usano sport e palestra principalmente per assomigliarsi sempre di più, e non per il sacrosanto benessere fisico.

Uno dei perchè del fenomeno, penso ci sarete già arrivati da soli, è il farsi accettare più facilmente dagli altri.

Il non essere accettati in un gruppo è l'incubo più spaventoso per i liceali: l'essere rifiutati da qualcuno brucia ancora di più quando si pensa alle reazioni che avranno gli altri quando sparleranno. Addirittura ci sono coppie che si lasciano solo perchè gli altri non accettano uno dei due e lo stesso vale per le amicizie.

É molto crudele tutto ciò, anche perchè oggi a 28 anni ancora mi vergogno di essermi comportato così, soprattutto perchè sono anche stato vittima di questi comportamenti. Oggi infatti spesso si è vittime ed allo stesso tempo carnefici, tutto per far funzionare questo meccanismo dannoso di accettazione.

Ma perchè abbiamo bisogno di essere accettati? Credo che essere emarginati dagli altri sia una delle torture psicologiche più efficaci, soprattutto per chi ha scarsa fiducia in se stesso. Quando veniamo emarginati soffriamo, forse perchè pensiamo di non andare bene così come siamo e, rinnegando noi stessi, cambiamo per piacere di più agli altri.

Accade cosi che, per non soffrire, noi facciamo soffrire altri, il nostro fidanzato, amico e, se rappresentano un danno per la nostra reputazione, anche genitori, fratelli e cugini allontanandoci da loro o addirittura rinnegandoli.

Non è assurda questa cosa? Eppure oggi questo non ci meraviglia più di tanto. 

Fortunatamente, crescendo, si può imparare che se non amiamo qualcuno si fa poca strada: anche il migliore dei partner, se non riusciamo ad amarlo, pur essendo amati tantissimo, può diventare la fonte della nostra sofferenza. Questo significa che anche una Adriana Lima con un cuore d'oro potrebbe essere lasciata da noi.

Immagino che a questo punto abbiate molti dubbi a proposito di quello che sto dicendo.

Questo purtroppo è un punto critico del post anche perchè spiegarvi questa cosa oggi mi riesce difficile.

Provate però a fare un salto con l'immaginazione.

Provate ad immaginare di essere fidanzati con qualcuno che consideriate il meglio ma che allo stesso tempo abbiate una insoddisfazione interiore. Provate anche parlare con qualcuno che ha lasciato un fidanzato bellissimo e bravissimo... O tagliato i rapporti con un amico super altruista. A quel punto forse capirete una cosa importante: essere migliori degli altri, in qualsiasi ambito, non ci garantisce la sicurezza di essere accettati. Avere una bella auto, un bell'aspetto, una bella mente, tanti soldi o tante capacità non ci farà necessariamente essere più felici.

Sapete perchè? Perché ogni volta che cambiamo noi stessi per piacere agli altri ci manchiamo di rispetto, rinneghiamo la nostra unicità odiandoci per come siamo, finendo per non amarci.

E cosa succede a chi non si ama? Cerca l'amore dall'approvazione degli altri, basandosi sugli input che riceve dall'esterno, sminuendo la fiducia in se stessi.

Quando quello che pensiamo noi conta sempre meno rispetto al pensiero della massa, diventiamo come delle banderuole al vento: la validità di ciò che noi pensiamo è determinata da chi ci approva, indipendentemente se viviamo in un ambiente socialmente sano o no.

Questo vuol dire che una persona insicura si allineerà a tutto quello che pensa la sua comunità religiosa, il suo partito politico, il suo ambiente di lavoro, il suo liceo, il suo corso di laurea, il suo gruppo di amici... Senza tener conto di quello che pensa se stessa!

Questo problema anche se è più marcato negli adolescenti, è purtroppo presente anche a chi ha più di 20 anni proprio perchè la generazione che si sta formando dagli anni '70 ad oggi è piena di insicurezze.

Come cambiare questa tendenza? Come acquistare quella sicurezza che oggi sembra smarrita? É abbastanza semplice perchè basta solo un po' più di amor proprio e per la collettività.

Quando si vuole davvero bene ad un amico o ad un partner che ha una bassa reputazione, piuttosto che abbandonarli e farli soffrire si preferisce una pugnalata nello stomaco. Questo non è solo un atto d'amore verso chi vogliamo bene, ma lo è anche verso noi stessi dato che non rinneghiamo il nostro essere.

Quando vogliamo bene a qualcuno o a qualcosa, non ci importa quanto soffriamo, smettiamo di aver paura di quello che pensano gli altri. Se arriverete a questo punto, smetterete di essere delle banderuole e potrete davvero essere liberi. Soffrirete lo stesso, purtroppo è inevitabile, ma almeno soffrirete per le cose che sceglierete voi.

Vivere per non soffrire ci rende schiavi, vivere per per proteggere, amare e curare le cose che noi scegliamo di amare è libertà. 

Se avete qualcosa da dirmi lasciatemi qualche commento, accetto sia critiche costruttive che distruttive. 

Buona giornata.


Commenti

  1. "Vivere per per proteggere, amare e curare le cose che noi scegliamo di amare" Non significa ignorare noi stessi, ma completarci con il resto del mondo che abbiamo intorno :)

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