L'accordo storico di Mirafiori

Come al solito, quando ci sono queste notizione, pochi sanno effettivamente cosa è successo.

Il 23 Dicembre 2010 è stato siglato un accordo separato (ossia diverso dal contratto di lavoro nazionale) tra la FIAT e gli operai dello stabilimento di Mirafiori. Come prevedibile la politica si è divisa tra la Fiat e gli operai ma oggi non vorrei perdere tempo a catalogare buoni e cattivi.

Ciò a cui tengo è chiarire ai lettori meno attenti cosa sta succedendo in questo periodo in Italia, sperando di riuscire a fare una sintesi che sia la più completa possibile.

Con la globalizzazione ogni multinazionale usualmente sposta le sue fabbriche nei paesi meno sviluppati dove la forza lavoro ha costi minori. La Fiat, dando lavoro a tanti operai italiani con un ottimo contratto nazionale a livello mondiale, sostiene di non riuscire da anni ad essere al passo nell'industria delle autovetture. La perdita di competitività è, secondo la mia opinione, individuabile in due motivi principali:
  1. La scarsa serietà di una parte delle classe operaia che ancora oggi si approfitta dei diritti conquistati con tanta fatica negli anni '60.
  2. L'incapacità del settore automobilistico italiano di innovare in un mercato sempre più competitivo.
A causa del primo punto la Fiat soffre il contratto nazionale dei metalmeccanici che da modo ai nostri operai di essere meno produttivi rispetto a quelli delle altre nazioni.

Per questo motivo la FIAT ha cercato di trovare un alternativa e, come solitamente accade in questi casi, è cominciata una trattativa con i sindacati. Per molti mesi c'è stata una dura lotta, soprattutto con la Fiom (federazione impiegati operai metallurgici).

Già nel 15 Giugno 2010 nello stabilimento FIAT Pomigliano si è negoziato su un contratto separato con alcune rappresentanze sindacali seguita poi dall'approvazione diretta degli operai dello stabilimento. L'accordo di Pomigliano fu cosi siglato senza trattare con la Fiom e dando direttamente la parola agli operai con un referendum di approvazione.

Il 23 Dicembre 2010 si è stipulato un altro accordo separato con gli operai dello stabilimento FIAT Mirafiori, ancora una volta ignorando dalla trattativa la Fiom. L'accordo di Mirafiori (circa 5Mb) è stato quindi l'ennesima alternativa al classico Contratto nazionale dei metalmeccanici

La destra, ConfIndustria, parte della sinistra, la Fiat e i sindacati firmatari minori hanno subito esaltato il 23 Dicembre, alcuni proclamandola come una "giornata storica" per l'industria italiana:
"Ora lavoreremo tutti insieme per realizzare questo importante accordo"
"L'Italia torna ad essere un grande produttore di auto. Si rompe quel sistema di relazioni sindacali fondato sulla pretesa di un diritto di veto e sul rifiuto di assumersi le responsabilità: si fanno patti tra soggetti che intendono rispettarli"
"Come avevamo auspicato l'accordo si è realizzato prima di Natale, confermando da un lato la volontà di Fiat-Chrysler di realizzare un importante investimento a Mirafiori e, dall'altro, la volontà dei sindacati riformisti di accompagnare quest'intesa con la piena utilizzazione degli impianti e una migliore remunerazione del lavoro attraverso un contratto più vantaggioso"
"L'intesa siglata oggi da Cisl e Uil sul futuro dello stabilimento Fiat di Mirafiori va letta con positività e ottimismo. Procedere con gli investimenti significa dare una risposta alla assoluta priorità del mantenimento degli attuali livelli occupazionali. In una fase difficile come quella che stiamo attraversando non un posto può andare perduto
Un'altra parte della sinistra, CGIL e la Fiom hanno invece dissentito:
"Tutto come da copione. L`accordo separato della Fiat su Mirafiori conferma la violazione della Costituzione che individua nei sindacati, liberi e autonomi, le forme della rappresentanza dei lavoratori." 
"Nell`accordo firmato oggi il sindacato è subordinato alla volontà dell`azienda. Oltre a peggiorare drasticamente le condizioni di lavoro degli operai, la Fiat, dei venti miliardi di investimenti promessi, ha dichiarato finora solamente 700 milioni per Pomigliano e un miliardo per Mirafiori, che diventerà un reparto separato della Chrysler".

"[...]un referendum in queste condizioni è illegittimo, perché si chiede ai lavoratori di rinunciare ai diritti, siamo oltre il ricatto" 
[...]la Fiat vuole semplificare la presenza sindacale nei suoi stabilimenti, una ‘one company’ e una ‘one trade union’ ma visto che non lo può fare rende impotenti e innocui alcuni sindacati e cerca di ‘espellere’ chi dissente
Si vuole usare la NewCo (FIAT-Chrysler) per uscire dal contratto nazionale e dal sistema di regole e rappresentanze confederali. Viene messa sotto esame la Confindustria e gli accordi interconfederali, altra cosa, dunque alle limitazioni e alle mediazioni presuntamente imposte alla Fiat
"Con questi accordi irresponsabilmente incentivati dal governo che ha svolto un ruolo da zerbino nella trattativa, l`Italia sta perdendo un settore fondamentale come quello dell`auto. Infatti, gli introiti economici si spostano negli Usa, la produzione nell`Europa dell`est, in Turchia e Brasile. In questo modo, il nostro diventa un Paese residuale. Evidentemente ci si dimentica che la Fiat è stata salvata sul piano finanziario grazie ai soldi degli italiani[...]".
Il principale problema sollevato è dunque il "ricatto" della FIAT reso possibile dalla crisi dell'occupazione Italiana, la quale costringe gli operai ad accettare condizioni di lavoro peggiori pur di mantenere il posto di lavoro. Cambieranno le norme che regolano straordinari, pause, assenteismo, clausola di responsabilità e organizzazione del lavoro. Il resto rimarrà uguale al contratto nazionale.

Adesso, conoscendo le opinioni della politica, riflettete e provate ad esprimere il vostro giudizio. Dopo di che, leggete i punti principali dell'accordo separato su cui si è più discusso in queste settimane:
  • Ricorso massiccio ai turni di notte e agli straordinari. Da un parte produrrà un aumento in busta paga fino a 3.700 euro lordi all'anno ma dall'altra le ore di lavoro aumenteranno. Far lavorare per 10 ore consecutive una persona in linea e poi chiedere anche l'undicesima ora di straordinario può mettere a rischio la salute dell'operaio.
  • Meno tempo per pause e mensa. Ci saranno tre pause per turno di lavoro di 10 minuti ciascuna per un totale di 30 minuti rispetto all'attuale durata complessiva è di 40 minuti. I dieci minuti lavorati in più verranno monetizzati con 45 euro in più al mese.
  • Malattia e assenteismo collegati. Quando il tasso di assenteismo è giudicato troppo alto non si paga il primo giorno di malattia a chi si sia ammalato subito prima di un giorno di riposo o di ferie, negli ultimi 12 mesi.
  • Cambiano condizioni di sindacato e scioperi. Il nuovo contratto non prevede l'elezione dei delegati di fabbrica ma soli i sindacati firmatari possono nominare dei rappresentanti aziendali. I sindacati che sciopereranno contro l'accordo potranno essere puniti con l'annullamento dei permessi. L'azienda inoltre rinuncerà a trattenere le quote di iscrizione dalle buste paga (scaricando sul sindacato l'onere di raccogliere i soldi). I lavoratori che sciopereranno contro l'intesa potranno essere licenziati.
  • Il "ricatto". Infine, chi non firma il nuovo contratto non ha diritto alla rappresentanza sindacale.
Rispetto al contratto nazionale ci sono meno garanzie per l'operaio, questo è evidente. La Fiat potrà però competere meglio (ma rimarrà comunque inferiore) con i costi di manodopera degli altri paesi, riuscendo a gestire molto meglio la sua forza lavoro e potendo così attuare una produzione a ciclo continuo.

Vorrei fare una osservazione. Solitamente l'azienda è sempre stata nettamente più forte dell'operaio, anche con il contratto nazionale e con tutta la "potenza" dei "famigerati sindacati". Con questi nuovi accordi separati l'azienda diventa ancora più forte, il sindacato ancora più debole e di conseguenza anche il singolo operaio. Inoltre la Fiat può generare un effetto domino che porterà a far siglare accordi separati anche alle altre aziende italiane, cosa che porterà molti cambiamenti sia in positivo che in negativo.

Qualcuno penserà che il sindacato italiano è pieno di "magna magna", di approfittatori che pensano solo ai loro affari personali. Forse è così, ma il suo ruolo in questi 60 anni è stato fondamentale per dare dignità e diritti al lavoratore. Purtroppo molti, compresi i dirigenti sindacali, hanno approfittato di tutti i privilegi conquistati, facendo diminuire la produttività delle nostre industrie, favorendo i clientelismi messi in atto da politici e lobby. Mai come oggi in Italia i sindacati rischiano di perdere il loro ruolo di paladini della classe operaia nel mercato del lavoro.

Alla luce di ciò, questo è proprio il caso in cui si può dire che si raccoglie quel che si semina

Il 14 Gennaio 2011, così come è successo per Pomigliano, gli operai e gli impiegati dello stabilimento di Mirafiori hanno votato al referendum di approvazione ed ha vinto il SI con una percentuale del 54.05%.

Con questo esito l'amministratore delegato della Fiat, Marchionne, se manterrà le promesse, investirà nello stabilimento 1 miliardo di euro.

Adesso solo il tempo saprà far luce su questo importante cambiamento per la nostra nazione, sperando nel buon senso della Fiat che adesso ha una enorme responsabilità da gestire, sia sotto l'aspetto economico che sotto l'aspetto sociale.

Se non sono riuscito a chiarivi un po' questa situazione scrivetemi pure dei commenti, cercherò di esaudire le vostre richieste . Purtroppo l'argomento è vasto, il post è già molto lungo e non posso più aggiungere altro.

Buona giornata

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