Normalità

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In genere ci sono due definizioni di normalità nei comportamenti umani: una che dice che è il comportamento tenuto dalla netta maggioranza della popolazione, un’altra la quale dice che è un comportamento che non danneggia una specie, nel nostro caso l’uomo. Quante volte, forse anche troppe, usiamo come giustificazione la normalità dei comportamenti? “Questa cosa la fanno tutti”; “Non c’è nulla di male, mica sono l’unico che lo fa”.

In questo caso, ci riduciamo a dire che solo perché un atteggiamento è accettato dalla massa diventa una cosa buona e, anche se non lo fosse, è comunque poco grave: “Se lo fanno tutti un motivo ci sarà?” – potremmo tranquillamente pensare. Soprattutto oggi, non c’è bisogno che io vi dica che qui qualcosa non va, c’è qualcosa di sospetto che infetta tutta la società.

Si ritiene che i maggiori responsabili della determinazione di ciò che è “normale” siano i media. Principalmente gli esseri umani, anche se a volte tentano di sembrare soddisfatti della solitudine, desiderano sempre il contatto con gli altri, l’identificazione in un gruppo, una moda o un ideologia. Da questo bisogno deriva la forza dei media, della TV in primis: un concerto, una partita, uno show, sono l’ideale per cementificare la società, per condividere qualcosa di cui parlare, per non essere tagliati fuori da una discussione ma, purtroppo, questo è anche uno strumento di controllo sociale.

Chi è che ci controlla? Di sicuro non una magica entità superiore. Ci controlla, a seconda dei casi, in modo indiretto, chi ha interessi economici. L’altro giorno una mia amica mi diceva che gli uomini si innamorano solo di belle donne, che se non si è belle è facile essere trattate male, tradite ecc. Questo suo punto di vista, sicuramente influenzato dalle sue brutte esperienze personali, mi ha fatto pensare allo stereotipo di donna attuale.

Mi riferisco a voi ragazze, non vi insospettisce che per assomigliare allo stereotipo femminile imposto dalla TV, bisogna spendere un botto di soldi? Palestra, prodotti e trattamenti di bellezza, chirurgia plastica, vestiti e oggetti alla moda, sono requisiti che “casualmente” favoriscono il consumismo, in questo caso le spese delle ragazze per essere più belle, più accettate, più amate. Questo problema non affligge solo le donne, anche gli uomini, che mai come negli ultimi 10 anni, usano prodotti di bellezza, palestra, e vari trattamenti quasi al pari delle donne.

Questo trucchetto però non funziona con tutti. Se una persona è sicura di se ed ha una solida autostima si lascia difficilmente penetrare dai messaggi dei media, anche se in minima parte non si può evitare. Le persone di questo tipo oggi però scarseggiano visto il gravissimo momento di crisi sociale in cui viviamo. Oltre ai media, i maggiori responsabili della formazione dell’individuo nella società sono la famiglia, la scuola e le istituzioni religiose.

Ora vi domando: Tra famiglia, scuola e religione, chi può superare la TV?

Oggi le famiglie sono deboli, si sfasciano facilmente, non sono più il punto di riferimento. Prima la famiglia era un esempio sociale, era ciò che, in qualsiasi modo andava, ti avrebbe sorretto. Adesso molti ragazzi si ritrovano i genitori divorziati che sono incapaci di risolvere i loro problemi di coppia e il più delle volte di essere dei semplici sostegni affettivi.

La scuola è completamente allo scatafascio. In una scuola dai mezzi economici sempre più inadeguati, i professori che valgono sono davvero pochi. La causa principale è l’eccessivo clientelismo che non permette a gente valida di insegnare, ma avvantaggia solo chi è “amico di amici”. Inoltre, anche se questo problema non esistesse, i criteri di assunzione si basano su punteggi scolastici e non su un effettiva capacità comunicativa. Voi sapete meglio di me che un ottimo studente può essere un pessimo professore, gli esempi li abbiamo visti tutti nella vita.

Per quanto riguarda la religione c’è poco da dire. La Chiesa sta deludendo molte persone come guida spirituale, un po’ perché da cattivo esempio, ma principalmente perché non si adegua ai tempi che corrono restando legata a figure spirituali ormai sorpassate, superate, che il  più delle volte vengono anche sfruttate dagli altri per secondi fini.

La crisi di questi tre cementificatori sociali sta formando una società fatta di individui sempre più insicuri, con un autostima che la TV di sicuro non contribuisce a formare ma, anzi, distrugge ulteriormente. Pensate bene a questo esempio: se da quando nasciamo vediamo delle storie d’amore con persone bellissime, come potremmo sentirci sicuri quando saremo noi averne una, soprattutto se pensiamo di non valere come individui.

Per tenere testa alla TV senza essere danneggiati sono rimaste due strade: possedere un autostima eccezionale oppure, in modo molto semplice, spegnere una volta per tutte la TV.

Non so se avete notato che chi non la guarda vive molto meglio; questo non è un caso. Forse si è meno acculturati, ma non è nulla che non si possa sostituire con un bel libro, DVD o altro materiale scelto da noi, secondo i nostri gusti.

Purtroppo però sfuggire alla TV o ai suoi stereotipi equivale a non essere normali, questo non è un peso facile da sostenere. Non essere normali equivale ad essere diversi. Chi di voi vorrebbe essere un diverso? Chi di voi vorrebbe essere soggetto a tutte le critiche della massa rischiando di rimanere emarginato? Sicuramente solo chi ha una forte stima di se.

Ogni volta che non abbiamo il cellulare alla moda, in mezzo a tutti quelli che hanno gli ultimi modelli, siamo degli stranieri e i più insicuri si sentono inferiori. Ma non identificarsi negli oggetti che consumiamo è essere inferiori? Purtroppo molti non lo capiscono.

Da oggi, se credete che ne valga la pena, cercate di essere il meno normali possibile. Senza ovviamente danneggiare voi stessi o gli altri, cercate di trovare un identificazione nella vostra persona, nella vostra anima e non in ciò che acquistate, consumate o nelle cose che scegliete.

Se avete qualcosa da dire lasciatemi pure un commento, anche anonimo.

Buona giornata

Per saperne di più:
  • Consumismo – Wikipedia
  • Status Symbol - Wikipedia
  • Effetti della comunicazione di massa – Microsoft ® Encarta ® 2007.
  • Norma sociale – Microsoft ® Encarta ® 2007

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