Giovanni Falcone e la paura

Il 23 Maggio 1992, nella strage di Capaci, muore Giovanni falcone, la sua compagna Francesca Morvillo e la scorta formata da Vito Schifani, Rocco di Cillo e Antonio Montinaro.

Oggi a Palermo è il giorno del ricordo di Giovanni Falcone dove sono arrivati il Presidente Napolitano, il ministro della giustizia Angelino Alfano, il ministro dell'interno Maroni, il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e tanti altri esponenti di spicco del governo attuale.

Il presidente Napolitano, parlando a quel migliaio di ragazzi riuniti nell'aula buncker, ha detto una cosa importante che secondo me merita una riflessione:

"Nel momento del ricordo di Falcone e Borsellino diventiamo una nazione"
Sicuramente, nord o sud, chi ricorda quei momenti tragici e chi li ha vissuti con sensibilità è unito da un sentimento comune di fratellanza e di voglia di legalità. Ma questa gente che ho citato occupa una fetta molto piccola della popolazione Italiana.

La maggioranza della gente scorda troppo facilmente la storia del nostro paese, io per primo se esco al di fuori dei miei interessi so poco o nulla del passato Italiano del dopo guerra.

Ma perchè la gente (compreso io) scorda cosi facilmente episodi importanti come le stragi di mafia degli anni 90?

Il motivo principale è senza dubbio l'egoismo. A cominciare dalle persone del nord Italia che sono TOTALMENTE ignoranti sulla mafia nonostante si trovino una Lombardia completamente sommersa dalla 'Ndrangheta. Per il resto di Italia, l'ignoranza sulla mafia dilaga anche sulla stessa Sicilia. Si vota Totò Cuffaro nonostante sia stato condannato a 5 anni per mafia, questo direi che è emblematico. Si vota PDL nonostante il braccio destro di Berlusconi sia stato condannato a 9 anni per mafia, il senatore Dell'Utri, nonostante Berlusconi e Dell'utri siano stati scritti nel registro degli indagati come mandanti per la strage di capaci.

L'italiano medio ormai è una persona debole che si fa comprare facilmente con soldi, donne, successo o brevi incarichi di lavoro. Io posso anche capire un uomo che fa un piacere al politico mafioso per avere un posto a vita come dipendente pubblico. ma non avete idea di quanta gente si fa comprare con delle cose insignificanti, anche con una semplice prestazione di sesso.

Tutto questo marciume viene tramandato alle nuove generazioni. Nulla si sa di Giovanni Falcone sui banchi si scuola, nulla si sa sulla mafia e ne si spiegano i meccanismi complessi con cui è connessa con la politica e il resto della società. Questo si riflette anche sul comportamenti dell'utenza televisiva, che preferisce donne seminude e concorsi a premi piuttosto che un documentario che riassumerebbe in 2 ore 3 o 4 libri sulla mafia.

E' quindi la debolezza dell'italiano medio che è responsabile del degrado delle nuove generazioni. Ma questa debolezza da che deriva?

La risposta a questa domanda è una sola: LA PAURA.

La paura di perdere le cose fa in modo che diventiamo cattivi e/o egoisti per raggiungerle. Per paura di perdere la felicità si tradisce la ragazza, per paura di perdere il lavoro si mettono sotto i piedi i principi, per paura di morire di lascia che il mafioso ci comandi. Tutte le debolezze dell'uomo sono connesse alle sue paure personali e ogni volta che egli agisce assecondandole commette atti che non sono umani, ma atti egoistici di sopravvivenza da animale. Ogni volta che ci facciamo governare dalle nostre paure moriamo come uomini.

Credo sia questo il senso della frase che Giovanni Falcone, detta secoli prima da William Shakespeare, ci ha lasciato nei suoi ultimi anni di vita:
"Il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso muore una volta sola" 
Giovanni Falcone

Commenti

  1. Grande Andrea!

    "non farsi condizionare dalla propria paura, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza"

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