Esperto di tutto, maestro in niente

  Versione 1.1   ?

Non so per quale motivo, ma da ragazzino ho sempre desiderato di essere bravo in tutto, di eccellere in tutto, di migliorare in modo armonioso le mie capacità fisiche e mentali.

Appena cominciata l'università ho abbandonato questo obiettivo, ho smesso gradualmente di fare sport, ho spento molti dei miei interessi per allenare la mia mente a tempo indeterminato poiché, come molti avranno capito, non si finisce mai di studiare, soprattutto nell'ingegneria.

Una volta laureato, con la crisi del lavoro e con il mio limite geografico auto-impostomi (ho deciso di stabilirmi in Toscana), la mia vita ha preso una strana svolta.

Ho cominciato a fare il venditore, a socializzare con la gente, a frequentare corsi di formazione che non c'entravano nulla con il mio percorso di studi, a fare il termoidraulico, a fare il docente, a fare tutto quello che mi capitava pur di lavorare e rimanere occupato.


Senza volerlo, e senza aspettarmelo, sono tornato in pista per l'obiettivo che avevo da adolescente.

Ma oggi le cose sono ben diverse da 15 anni fa. Ho studiato un po' di economia, so benissimo che essere tuttologo è rischioso dal punto di vista lavorativo, mentre specializzarsi in una cosa sola è la strada più semplice per essere utile ad un'azienda.

Un tuttologo è quella tipica persona che è capace di fare un po' di tutto, è generalista, sa armonizzare tante discipline per realizzare uno scopo.

Una persona specializzata non sa fare un po' di tutto, ma rappresenta qualcosa di raro nella società, perché sa fare qualcosa meglio di tanti altri.

Per diventare tuttologi è necessario impegnarsi al massimo in ogni cosa che "capita" in un percorso professionale senza obiettivi particolari. Serve molta flessibilità, apertura mentale e capacità di adattamento.

Per specializzarsi in qualcosa, basta fissare un obiettivo professionale e usare tutta la propria volontà e le proprie energie per raggiungerlo.

Ricordo un mio professore che diceva che, per diventare un bravo ingegnere chimico, bastava avere un qualsiasi obiettivo, anche imparare a fare la maionese (ingegneristicamente ovviamente). In questo caso, più che flessibilità, serve tantissima forza di volontà.

I vantaggi di queste due scelte per qualcuno saranno già evidenti:
  • Per un tuttologo si profilano ruoli di capo, di gestione, di leader; ruoli che purtroppo scarseggiano e in cui è difficile realizzarsi professionalmente. È anche adatto per ruoli multidisciplinari, come ad esempio la consulenza tecnica e/o commerciale, la qualità nelle aziende, la tutela dell'ambiente, la sicurezza sul lavoro, la gestione delle energie rinnovabili e tante altre tematiche che non mi vengono in mente.
    È la propensione ideale per poter realizzare se stessi in piena autonomia, con tutti i rischi correlati ovviamente.
  • Per una persona specializzata invece, grandi porte oggi sono aperte nel mercato del lavoro odierno (nonostante la crisi). Essa risulta l'ingranaggio ideale per un sistema aziendale, per un organizzazione o simile.
    Quale azienda non vuole un eccellente tecnico, operaio, impiegato o commerciale?
    Per un capo, una persona specializzata è la pedina perfetta da schierare nello scacchiere della competizione globale. 
Avevo preso la strada della specializzazione e, forse per paura o per necessità, oggi sono sul percorso che temo di più: la tuttologia.

Mi piacerebbe aprire, tra un bel po' di anni, una start-up termoidraulica dove vendo e installo ciò che io progetto, e aiuto le altre aziende termoidrauliche con i miei servizi (si spera) innovativi. 

Per raggiungere questo obiettivo sto collaborando con ditte e aziende, spesso a titolo gratuito, in progetti che riguardano la termoidraulica da ogni punto di vista, dalla formazione alla commercializzazione, dalla progettazione all'installazione.

Anche se non sono proprio cose inerenti con il mio obiettivo, quello che sta accadendo è molto bello e devo dire anche molto eccitante per quanto mi riguarda, ma dentro di me sento che sto rischiando molto: potrei buttare anni della mia vita in qualcosa che potrebbe lasciarmi in mezzo alla strada.

Almeno questa è la mia convinzione, spero con tutto il cuore di sbagliarmi.

Visto che sono nel mezzo di questa avventura, non sono nella posizione di dare consigli, ma credo sia giusto lasciarvi i miei stessi spunti di riflessione.

Attualmente la decisione che ho preso sta nel mezzo delle due scelte sopra descritte: diventare un tuttologo in uno specifico settore, armonizzare tutte le discipline possibili per diventare un professionista completo, non solo nella termoidraulica, ma anche nella cooperazione con tutte le risorse umane che incontrerò nel percorso da me programmato.

Spero di limitare i rischi facendo in questo modo.

Qualora abbiate dei pareri, sarei felicissimo di un confronto.

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