La via del lavoro: dalla vendita ai corsi di formazione


Di solito sono le esperienze che viviamo in prima persona quelle da cui traiamo il massimo insegnamento e, solitamente, quelle che riusciamo a trasmettere meglio agli altri.

Sono 4 anni che sono laureato e, tra un lavoretto e un altro, non sono riuscito ne a trovare un posto fisso (e non è una novità) e ne un salario precario ma sufficiente per cominciare ad essere indipendente. A 30 anni infatti, non nascondo di aver ancora bisogno dell'aiuto dei miei genitori

A volte sento di essere in una situazione imbarazzante, a volte mi rifaccio forza vedendo che non sono l'unico ad avere difficoltà ma, attualmente, posso sicuramente dire che in questi 4 anni non ho ancora ottenuto quello che voglio.

Vorrei comunque raccontarvi cosa ho fatto in questi anni e dirvi quello che ho imparato, magari anche voi potrete darmi qualche consiglio.

Dopo la mia laurea in ingegneria chimica, il primo pensiero è stato quello di abilitarmi all'albo degli ingegneri juniores (quelli con laurea triennale), studiando per l'esame di stato e, fortunatamente, superandolo al primo tentativo.

Dopo l'abilitazione sono partito dalla Calabria per la Toscana, sia perché il mercato del lavoro era più favorevole, sia per motivi sentimentali.

Dopo 5-6 mesi di tentativi andati in fumo, CV inviati inutilmente e rari colloqui andati veramente male, mi sono buttato sulla vendita grazie all'opportunità che mi ha dato la Vorwerk Folletto. Citofonare nei palazzi per vendere un aspirapolvere di 700€ non è stato facile, soprattutto dopo tanti anni a studiare sui libri ma devo ammettere che è stato come affrontare una seconda università (sulla strada però) dove ho imparato tantissimo.

Pur avendo imparato tanto dopo un annetto ho voluto abbandonare perché c'erano delle fasi di vendita (lecite ovviamente) in cui mi sentivo costantemente frenato (sono passati anni e non ho ancora capito bene il perché).

Dopo questa piccola parentesi commerciale, e con la mia laurea che cominciava a stagionare (cominciavo a non essere più un "neo laureato"), ho deciso di prendere in mano la situazione con questa tattica:
  1. puntare su un settore in forte ascesa: il fotovoltaico;
  2. frequentare un corso di formazione per specializzarmi in quel settore;
  3. usare le mie conoscenze tecniche e la mia piccola esperienza commerciale per fare il TECNICO COMMERCIALE nel settore delle rinnovabili;
Con una risolutezza insolita nella mia vita, sono riuscito a realizzare questi 3 obiettivi in pochi mesi e l'anno scorso, (mentre avevo cominciato da poco una prova di 20 giorni alla Tecnocasa come collaboratore a progetto) sono stato chiamato presso una società concessionaria di Enel Green Power per la vendita di impianti fotovoltaici.

All'inizio avevo molta fame di risultati, trovavo contatti da solo, riuscivo a convincere le persone ad avere dei sopralluoghi nella loro casa (facendomi firmare un modulo, cosa non semplice) e dopo pochi mesi sono riuscito a chiudere il primo contratto di una cifra intorno ai 20'000 euro, con una bella provvigione per me.

Proprio alla chiusura del contratto ho cominciato ad avere le prime difficoltà. Più passava il tempo e più notavo che avevo sempre più impedimenti alla mia curiosità sull'azienda per cui lavoravo e sui prodotti che vendevo.

ATTENZIONE! Non dico che la mia ex azienda fosse disonesta, dico solo che trovavo un po' di ostruzionismo alle mie domande. Una volta mi dissero chiaro e tondo: "Meno sapete, meglio è".

Comunque, indipendentemente dalla verità, ho venduto un altro impianto e poi ho deciso di lasciare. Per me era inconcepibile essere un commerciale ed essere trattato dall'azienda come un soldatino, soprattutto per quello che venivo pagato.

Ho cercato e cercato un lavoro, ma nulla. Mentre cercavo ho elaborato un'altra strategia simile alla prima:
  1. puntare su un settore che nella mia zona di domicilio è molto forte;
  2. puntare su un settore meno commerciale e più costante nella retribuzione;
  3. fare un corso di specializzazione a COSTO ZERO, pagato da qualche ente regionale o provinciale;
  4. fare per un po' di anni un lavoro inerente al corso scelto;
  5. diventare imprenditore nel settore dove ho lavorato.
Attualmente sono alla fase 3. Potevo scegliere tra:
  • Tecnico di gestione delle fasi di produzione nel settore calzaturiero, pelletteria, abbigliamento;
  • Addetto alla preparazione, installazione, manutenzione e controllo degli impianti termo-idraulici;
Alla fine ho optato per il secondo, sia perché alla fine otterrò vari attestati di qualifica in un settore che potrebbe permettermi di lavorare in altre zone d'italia dove le industrie non sono sviluppate, sia perché penso di stare più a mio agio tra potenze e portate di fluido rispetto a scarpe e vestiti.

Lo so, non è proprio quello che mi aspettavo quando decisi di laurearmi, ma ormai ho deciso questo, devo andare avanti.
La laurea deve essere utile per fare un lavoro che ci piace, non il contrario. Se ci ostiniamo a trovare un lavoro che sia adatto alla nostra laurea, indipendentemente da ciò che ci piace , finiremo per vanificare anni ed anni di sforzi.
Non mi dispiacerebbe in futuro progettare impianti termoidrosanitari e, magari, poi installarli con le mie mani in cantiere. Terrei occupato mente e corpo, penso che mi soddisferebbe moltissimo.

Tra un po' di anni vi aggiornerò di nuovo sulla mia battaglia del lavoro. Il consiglio che posso darvi, non in base a quello che ho ottenuto (perché non ho ancora ottenuto nulla di importante a livello economico) ma in base a ciò che sento, è questo:
Valutate le abilità e gli strumenti che avete ORA, pensate a quello che volete fare come lavoro, procuratevi quello che vi manca e puntate dritto verso il vostro obiettivo.
Sicuramente potrete fallire come io stesso ho fatto più di una volta, ma almeno fallirete in qualcosa che avete deciso voi. E poi, ogni fallimento insegna qualcosa per arrivare al successo.

Se avete qualcosa da dire, potete commentare a vostro piacimento.

Alla prossima.

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