Perché il welfare è sempre più lontano?

  Versione 1.3    ?

Con il termine welfare (benessere) di solito si indicano quelle politiche economico-sociali atte a ridurre al minimo le disuguaglianze tra i cittadini.

Ci sono servizi e diritti che ogni cittadino dovrebbe avere: sanità, istruzione, lavoro, sussidi sociali, un ambiente ecologicamente e socialmente sano, un buon sistema di previdenza sociale, ecc…

Purtroppo, a causa della crisi e dei mal governi, molti degli elementi che ho elencato sono diventati obbiettivi difficilissimi da raggiungere, quasi dei sogni per qualcuno.

In questi casi non nascondo la mia difficoltà a ricercare la radice del male, perciò mi limiterò a fare delle considerazione molto più personali del solito, basate sulle mie sensazioni e su ciò che ho letto in questi anni (alla fine del post ci sono i link di ciò che ho letto).

A mio parere quindi, il fulcro principale del problema è lo squilibrio di potere che c’è tra ricchi e poveri: politici, imprenditori e banche ormai vanno a braccetto e costituiscono i veri “nobili” di questi decenni, senza contare i legami con la malavita che oggi, per ovvi motivi, non potrò approfondire.

L'avidità di questi soggetti è impressionante, vogliono sempre più potere economico e fanno di tutto per mantenere quello che già hanno. Non si tratta solo di una problematica riguardante le politiche del welfare ma credo sia proprio un problema sociale.

Quanti di noi, se diventassero politici o ricchi imprenditori, riuscirebbero a non farsi inglobare nel sistema malato di difesa del potere? Un volta diventati ricchi, non è da tutti restare dalla parte dei poveri, dove sono compresi anche chi non ha voglia di lavorare per il benessere della società.

La globalizzazione ha cambiato il sistema finanziario internazionale e questo ha portato:
  • tagli ai servizi pubblici;
  • processi di privatizzazione;
  • precarietà del lavoro con inadeguate condizioni di sicurezza;
  • scarsità di sussidi per l’ambiente e per il sociale. 
Inoltre, i governi diventano sempre più deboli economicamente e sono sempre più costretti ad adeguarsi alle esigenze dei ricchi imprenditori; come può, un paese del terzo mondo, dettare le proprie politiche economiche quando le multinazionali sono per più della metà tra le prime 100 maggiori economie mondiali?

Questo non è solo un problema dei paesi sottosviluppati; anche l’Italia è in una situazione simile.

Un imprenditore può aprire in Polonia delle fabbriche dove gli operai hanno uno stipendio medio di 300 euro, perché dovrebbe sprecare tempo da noi? Non è solo questione di soldi, ma anche di mancanza di valore umano da parte degli operai.

Molti imprenditori italiani hanno scelto di aprire delle fabbriche all'estero, anche costretti dalla crisi, lasciando sul lastrico migliaia di lavoratori.

Quelli che oggi investono in Italia, salvo poche e coraggiose eccezioni, sono per la maggior parte fortemente legati alla politica o nei peggiori casi alla mafia, direttamente ed indirettamente. Come può lo stato italiano impedire tutto ciò?

Molti punterebbero il dito contro la classe degli imprenditori, disposti a tutto per far quadrare i bilanci, ma non hanno tutte le colpe.

Tra l’imprenditore e i suoi dipendenti deve esserci collaborazione, stessa voglia di raggiungere gli obiettivi, per il bene di tutta l’azienda.

In Italia invece, il più delle volte, ci si culla sul posto a tempo indeterminato, si lavora con sufficienza, solo e soltanto per prendere lo stipendio. La passione per la nostra professione e il desiderio di dare agli altri sempre il nostro meglio viene soffocata dalla routine di un ambiente di lavoro che a volte è paragonabile a quello dei primi anni della rivoluzione industriale.

Capirete quindi che le responsabilità della situazione attuale sono di tutti. La logica ci porta quindi a pensare per il futuro un nuovo modello economico in cui imprenditore e lavoratori dovranno assumere un atteggiamento collaborativo nella concorrenza economica.

Oggi il mercato del lavoro è l’emblema della crisi, dove più di una volta la parola lavoro è un semplice eufemismo per nascondere la parola sfruttamento: c’è troppa precarietà, i doveri del datore di lavoro vengono spesso aggirati, il lavoro nero sta aumentando, principalmente perché ai piani alti comandano sempre e soltanto i soliti dinosauri, che sguazzano nel solito sistema marcio.

Con un sindacato molto incline a tutelare i suoi interessi, anche qui salvo le eccezioni, la classe dei lavoratori è diventata troppo debole e, nella giungla dell’economia, è diventata la vittima preferenziale per i predatori capitalisti.

Quando un azienda ha problemi si ritrova così a dover operare dei licenziamenti che risulteranno dannosi anche per se stessa. Questa soluzione a breve termine, può trasformarsi alla lunga in un vero problema: l’aumento della disoccupazione causa una diminuzione della domanda che incide su tutte le imprese.

Se in Italia tutte le aziende chiudessero i propri stabilimenti per aprirne altri nell'Europa dell’est o nella Cina, quanti italiani avrebbero soldi per comprare beni e servizi?
Non si possono basare i propri guadagni solo sugli stipendi dei dipendenti statali o bancari
E anche se i salari dei lavoratori sono troppo bassi si genera un effetto negativo per la produzione: in questo modo il lavoro serve solo per comprare i beni di prima necessità. Dubito che la fascia sociale che guadagna 800 euro al mese possa contribuire, ad esempio, al mercato delle auto italiane.

Non so se è stato fatto apposta o semplicemente abbiamo dei politici incapaci, ma la cruda realtà è che non si è voluto puntare sull'occupazione, tantomeno sulla qualità del lavoro, sul rispetto dell'ambiente e sulla sicurezza.

Incentivare i lavoratori con premi di produzione, formazione professionale, ambienti di lavoro stimolanti e sicuri:
  • possono dargli modo di specializzarsi:
  • può dare nuova linfa vitale a tutta l’economia;
  • può far aumentare la voglia di lavorare e di partecipare agli obiettivi aziendali;
  • può migliorare la qualità della produzione;
  • dà la possibilità al lavoratore di essere più soddisfatto di sé.
Ci stiamo avviando verso una seria guerra tra poveri che deteriorerà pesantemente il tessuto sociale costruito negli anni della prosperità: la crisi finanziaria ha aumentato il divario economico tra le classi sociali, le possibilità di salire al potere sono limitate a quella cerchia ristretta di amici di coloro che già comandano oggi così che le opportunità per cambiare il paese sono sempre più scarse.

Come se non bastasse, ai poveri che oggi si trovano senza lavoro si aggiungono altri poveri con condizioni ancora peggiori: gli immigrati.

Le nostre stesse imprese e le multinazionali sono andate nei paesi più poveri del mondo:
  • hanno prodotto tanto spendendo pochissimo;
  • non tutelando l’ambiente;
  • togliendo diritti e servizi ai popoli che vivevano lì da secoli. 
Ad un africano che a causa dei danni ambientali si ritrova a non aver nemmeno una terra da coltivare, a non aver acqua potabile, a non aver nemmeno i soldi per comprare il pane, non resta che partire in un viaggio di speranza verso i paesi che gli hanno rubato le sue ricchezze, che probabilmente si concluderà in un campo a raccogliere pomodori a 20 euro al giorno…
Il welfare di oggi non è adeguato alla nuova realtà globalizzata
Hanno demolito i redditi dei lavoratori e per me molti non sopravvivranno al lungo periodo di depressione economica che ci attende; io stesso sopravviverei con difficoltà se non avessi l'aiuto dei miei genitori.

In Italia c’è bisogno di cambiamento, a partire da chi ci governa: bisogna dare la parola ai nuovi, ai giovani che hanno a cuore la collettività e non a chi, giovane o vecchio, voglia continuare con il vecchio corso.

Se ognuno però pensa principalmente a sé stesso, occupando la propria mente a trovare dei modi per spendere i propri guadagni, nella speranza di colmare quel vuoto di infelicità che abbiamo dentro, i vecchiacci che ci governano continueranno a fare i loro porci comodi.

Le alternative ci sono, e non devo dirvele io. Sicuramente non sono perfette, forse non sono proprio in linea con le vostre idee, ma sicuramente esistono realtà politiche migliori di quelle attuali.
Se vogliamo il cambiamento dobbiamo essere disposti ad affrontare nuove situazioni che ci mettono paura
Se non ci sforziamo nemmeno un po’ a valutare il lavoro dei governanti, come possiamo essere degli elettori responsabili? Come possiamo creare il nostro benessere? Se aspettate che sia qualcun’altro a pensarci al posto vostro, temo che rimarrete estremamente delusi.

Alla prossima

Per saperne di più:

Commenti

  1. Dalla nascita della repubblica a tutt’oggi sono passati ben 63 anni.
    Tutti quelli che ci hanno amministrato Governanti e Oppositori
    sono coalizzati per la spartizione della Torta
    come fanno le Grandi Multinazionali
    Nei laboratori della Politica per confondere le idee
    e strumentalizzare le menti più deboli
    hanno dato Vita, hai virus come le Brigate Rosse e Nere
    P2 –Massoneria- Berlusconi -Mafia- Camorra- ecc
    tutti Azionisti che si spartiscono le quote ad ogni Legislatura
    la percentuale varia secondo il Partito che al momento Governa
    alla faccia del Popolo.
    Urge trovare al più presto un vaccino che ci liberi da questi virus
    perché il sistema sta andando in cancrena. VITTORIO

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  2. Dici bene Vittorio, però non pensare che i normali cittadini siano del tutto estranei a quello che è successo. Chi ci ha governato e amministrato ha avuto questo ruolo perché i cittadini glie lo hanno permesso, con il loro disinteresse.

    Attaccare e incolpare soltanto non serve a nulla, prendiamoci le nostre responsabilità, perché il vaccino siamo noi.

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  3. Stupidità
    Tara che opprime tutti i Popoli della Terra
    Malattia Genetica con effetti collaterali gravi.

    L’unico vaccino che la natura mette a disposizione
    È Il nostro Cervello.
    la pigrizia è la stupidità dei Popoli
    È cosi incancrenita Che individui scaltri
    (non per questo intelligenti )
    Ne approfittano per confondere le idee degli stupidi.
    Sparando cavolate da Stadio si fanno solo gli interessi di questi Parassiti
    con danni per tutti.

    Il tempo passa inesorabile ma il mal costume no
    negli anni 70 per nascondere i problemi
    la DC aveva come cortina fumogena
    le Brigate Rosse.

    Hai Giorni nostri la classe dirigente che
    ( Governa?)

    Priva di fantasia come 40 anni Fa
    nei momenti di crisi profonda usa gli scandali
    Quello più recente è lo scandalo della P4.

    I tempi si evolvono chi Governa No
    Alza ancora cortine fumogene per accecare gli Allocchi.

    PS Il MONDO si può salvare, solo abbattendo il vecchio.
    sostituendolo con nuove regole
    dove la FRATELLANZA prevalga su tutto.VITTORIO

    RispondiElimina
  4. Mi fa piacere che la pensiamo allo stesso modo. Grazie per i commenti di valore che hai fatto.

    RispondiElimina

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