Visioni relative della vita

  Versione 2.0   ?

Fin dai primi corsi di ingegneria, quelli che interessavano il calcolo numerico, i professori mi introdussero in un modo che fino ad allora mi sembrava sconosciuto.

Nello studio di una funzione matematica si guardavano i suoi limiti, gli estremi delle parti del grafico che essa occupava, e poi con delle verifiche si traevano delle conclusioni, chiamate di solito risultati.

Le funzioni matematiche studiate da me il più delle volte avevano due variabili x e y, meno spesso se ne aggiungeva una terza z per spazi tridimensionali e nei casi più rari se ne aggiungeva una quarta che era il tempo.

A questo punto, come penso ogni studente avrà fatto, arrivai ad una conclusione:
anche la vita può essere vista come una funzione matematica, solo che ha infinite variabili, che genera sistemi di infinite equazioni con infinite incognite
Per questo motivo la matematica fallisce quando deve rappresentare dei fenomeni della vita reale.

Questo limite però non deve mettere in cattiva luce una scienza che da quando è nato l'uomo governa incontrastata, ma può aiutarci ad affrontare decisioni, a valutare meglio delle situazioni, ad essere persone più obbiettive.

Il primo punto che merita di essere approfondito è il valutare gli estremi delle cose.

Come può una persona che conosce solo una vita agiata gioire per la fortuna che ha? Come può una persona che conosce solo morte, violenza e miseria avere la speranza che la sua vita possa migliorare?  

È evidente che in questi due esempi le persone hanno una visione relativa delle proprie esperienze, che però è ben distante dalle verità.


Per comprendere la vita è necessario, assolutamente necessario, avere visuali molto aperte sia verso il bene che verso il male.

Non è necessario fare cose eccezionali, basta solo continuare ad avere quella curiosità, senza imprudenza, che si ha quando si è bambini.

Uno dei motivi per cui i bambini sono più bravi ad imparare dei grandi è proprio la loro assenza di esperienze, di brutte esperienze, che impediscono a noi adulti di continuare a crescere.

Quante volte diciamo: "Questa cosa non la voglio sapere" - "Oramai è tardi per imparare..." - "Le mie capacità sono queste, non posso fare altre cose".

Se diciamo frasi del genere è proprio perché la nostra esperienza di vita ci ha tappato le ali, influenzata da fattori esterni negativi come la mancanza di fiducia in noi stessi e da parte di altri.

Accettando che la nostra esperienza è una guida incompleta, è possibile andare a conoscere persone molto diverse da noi, posti che normalmente non frequenteremmo, pensieri che difficilmente prenderemmo in considerazione.

Così è possibile vedere gli estremi, anche se non assoluti, della vita.

Tenendo ben presente che un uomo non potrà mai afferrare i veri significati della vita, questa è la strada più giusta che posso consigliarvi per arrivare ad avere la visione più vera possibile e compatibile con la nostra natura di essere umani.

Conoscere gli estremi della vita è indispensabile per non lasciarsi trasportare facilmente dalla massa, dalle mode, dalla politica o altro.

Il sapere che una cosa è giusta dopo esserci arrivati da soli, senza esser plagiati da libri o discorsi di bravi oratori, non ha prezzo.

Questa è la base per quel libero pensiero che ci dà la vera libertà.

Penso che tutti quelli che possono leggere questo intervento, tutte le persone che fanno parte dei paesi industrializzati, hanno una grande responsabilità verso quelle persone che non hanno nemmeno i diritti per poter vivere.

Noi stiamo influenzando il futuro di tutto il mondo, dell'Europa, dell'Italia, del nostro paesino e della nostra famiglia.

Credo che sia nostro dovere, in quanto esseri umani privilegiati, arrivare ad una conoscenza superiore per il bene di tutta l'umanità, di trasmetterla a chi ne ha di meno, di assumerci le responsabilità del grande potere che ci è stato concesso.

Se siete d'accordo, o se non lo siete, lasciatemi pure qualche commento.

Buona serata.

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