La temperanza, l'arte di essere mediocri

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Negli ultimi 100 anni abbiamo assistito ad un incredibile aumento del divario economico, sociale e culturale tra i popoli del pianeta.

Ovunque ormai siamo arrivati agli eccessi o alle estreme mancanze: dalla gente che muore di fame mangiando le formiche, alla gente che muore perché mangia troppo.

L'uomo ha sempre avuto dentro di sé la soluzione a questo problema ma, forse per una crisi di valori, non vuole utilizzarla; ciò di cui parlo è quella virtù che gli antichi chiamavano temperantia: la temperanza.


Il termine temperanza viene usato di rado e più spesso viene chiamata sobrietà o moderazione.

Ai giorni nostri questa virtù è trascurata soprattutto perché il consumismo incita alla ricerca delle sensazioni estreme in ogni ambito: viaggi, sesso, soldi, forma fisica, abilità, cultura, prestazioni sportive ecc. 
Vi dicono che potete avere tutto e subito, senza farvi vedere i vero prezzo che pagate
Effettivamente la temperanza ha ben poco di attraente, basta leggere la definizione che ne dà la Chiesa Cattolica:
" La temperanza è la virtù morale che modera l'attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell'uso dei beni creati. Essa assicura il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri entro i limiti dell'onestà. La persona temperante orienta al bene i propri appetiti sensibili, conserva una sana discrezione, e non segue il proprio "istinto" e la propria "forza assecondando i desideri" del proprio "cuore" "
Sono soprattutto le definizioni finali quelle che apparentemente fanno perdere tutto il fascino.

Chi mai, per come è stato abituato a pensare in questo decennio, può seguire un valore che ci suggerisce di andare contro l'istinto, non assecondando i nostri desideri, addirittura andando contro il nostro cuore?

Purtroppo, mi duole dirvelo, ma per raggiungere l'equilibrio dello spirito è fondamentale la conquista di questa virtù. La temperanza è menzionata anche in altre culture, tra cui il Buddismo; infatti, una delle quattro nobili verità del buddismo recita:
" Il "dolore" non è colpa del mondo, né del fato o di una divinità; né avviene per caso. Ha origine dentro di noi, dalla ricerca della felicità in ciò che è transitorio, spinti dalla sete, o brama. "
Tutto ciò che è "transitorio" è spesso proprio ciò che il nostro istinto ci indica, la felicità vera si raggiunge dal distacco da tutto questo: la rinuncia ai propri desideri transitori e l'assenza di aspettative sono fondamentali per il benessere del nostro spirito.

Sono certo che capirete meglio il messaggio dopo aver letto questi tre esempi:
  1. la gente che cerca la felicità nell'accumulo dei soldi alla fine non è mai soddisfatta, proprio perché non sono i soldi che fanno la felicità ma il come si usano.
    Usare soldi per accumularli e cosa ben diversa che usarli per chi o cosa si ama, cosi come è netta la differenza delle soddisfazioni.
  2. un uomo che fa la collezione di partner per appagarsi avrà difficilmente la gioia che può raggiungere chi si impegna per la felicità dell'unica donna che ama.
  3. la temperanza, intesa come uso equilibrato dei beni a disposizione dell'uomo, è anche fondamentale nell'eco-sostenibilità del pianeta. Qualsiasi multinazionale che approfitta delle risorse naturali in modo squilibrato mette in pericolo gli habitat della Terra e le popolazioni che ci vivono.
Anche il "dominio della volontà sugli istinti" è importantissimo quando dobbiamo far prevalere la ragione. Senza moderazione potremmo fare a pugni con i nostri amici per cose che qualche minuto dopo potrebbero sembrarci stupidaggini. Lo stesso vale per omicidi, stupri, violenze ecc.

Proprio questa virtù ci fa essere persone oneste con il mondo, ossia persone che non prendono più di quanto gli è concesso. E' cosi che in modo naturale si giunge ad orientarsi al bene comune, quel bene da cui possono trarre giovamento tutti.

Non bisogna però cadere nella vera mediocrità. La temperanza è l'arte di moderare le nostre azioni nei giusti limiti. Per giusti limiti si intende non superare mai il limite del "troppo", incluso il "troppo poco".

I grandi uomini del passato non avrebbero mai realizzato le loro imprese attingendo meno di quanto gli servisse ma, anzi, spesso sono stati proprio quelli che hanno usato esattamente quello che gli serviva, nei modi, nei tempi e nelle quantità più appropriate.

Un altro esempio lampante è l'allenamento di uno sportivo:
  • Se si ci allena troppo poco non si possono superare i propri limiti.
  • Se si ci allena troppo, senza rispettare i tempi di recupero, si rischiano infortuni che compromettono le prestazioni future.
Ovviamente questo vale anche con la preparazione degli esami universitari, con la progettazione di un sistema di sicurezza, con una ricetta di cucina e tantissimi altri esempi.

La temperanza è una preziosa virtù, dovrebbe essere insegnata fin dalle scuole elementari. 

Se l'umanità avesse avuto più attenzione per la moderazione, il pianeta Terra e la società oggi avrebbero un volto diverso da quello che conosciamo, sicuramente un aspetto più sano.

Invito quindi a tentare di non prendere più di quello che ci spetta, a rispettare i limiti nostri e degli altri. Questo sarebbe un ottimo primo passo per una società migliore in un pianeta migliore.

Commenti

  1. Quanto può essere distaccato chi vive nel "mondo reale" la sua "vita normale"? Non siamo in un monastero in Tibet o in un eremo... e nelle nostre piccole vite il distacco totale è impossibile. Partendo dunque dall'assunto che non possiamo diventare dei buddha a meno di decidere di trasferirci sopra qualche cima solitaria in un eremo... Credo ci possa essere anche in una vita non completamente distaccata da tutto un po' di temperante equilibrio... :)

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  2. Certo, chi non vive in mezzo ai monti isolati non può mai essere un Budda.
    Però nella vita bisogna sapere a cosa puntare: essere il più distaccato possibile aiuta a raggiungere i nostri veri obbiettivi in modo sano ed equilibrato.

    Non bisogna fissarsi sulla perfezione che non è di questo mondo ma io credo che bisogni puntare sempre a migliorarsi e per farlo dobbiamo andare proprio nella direzione della perfezione.

    Come hai detto tu, in una vita non completamente distaccata c'è un po' di equilibrio. Ma se vuoi migliorare in qualcosa che fai?

    Non è necessario diventare Budda per migliorare un po' la nostra vita ma spero che converrai con me nel dire che un POCO di distacco dai beni materiali migliorerebbe un POCO la vita di tutti.

    Grazie per la tua opinione, mi fa sempre piacere confrontarmi, anche quando mi fanno capire che ho torto :)
    Ciao

    RispondiElimina

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