La vera cultura

  Versione 1.3    ?

Per cultura in genere si intende il complesso di cognizioni, trasmesse e usate sistematicamente, caratteristiche di un insieme sociale, come una piccola comunità cittadina o l'intera umanità.

La cultura è però molto più vasta di quello che un qualsiasi essere umano possa immaginare, nessuno può quantificare la conoscenza dell'uomo: procedure, tecniche, scuole di pensiero, storie e tradizioni folkloristiche, comportamenti caratteristici di un luogo geografico e simili fanno tutto parte della cultura e ognuno di questi elementi culturali deriva a loro volta da altre culture precedenti.

Dato che lo scibile umano è troppo vasto per il nostro piccolo cervello, inevitabilmente l'uomo deve fare una selezione tra ciò che gli serve a vivere e ciò che gli è inutile (o meno utile).

Succede così che, con ciò che si ha nel bagaglio culturale, si diventa “specializzati” in alcune sfere cognitive: nascono le varie passioni, le aspirazioni lavorative, gli hobby ecc.

Ma che succede con ciò che non abbiamo nel nostro bagaglio culturale? 

Generalmente le scelte estreme sono due:

  • si ignora e si da poca importanza a ciò che non si sa;
  • si cerca sempre di imparare. 
Ovviamente sappiamo bene che gli estremi assoluti non esistono e per fortuna (o sfortuna) i nostri comportamenti sono sempre nel mezzo di queste due scelte.
Ma se noi comprendessimo di essere in errore, avremmo una conoscenza tale per poterci correggere ed essere liberi di essere come vogliamo?  
E se questa conoscenza facesse parte di quella cultura che abbiamo scelto di ignorare?
Spesso, troppe volte, si scambia un persona acculturata con una persona erudita.

L'erudizione non è altro che un ampio corredo di informazioni, è come se si dicesse che qualcuno che colleziona palloni da calcio e figurine sia un bravo calciatore:
la cultura non si riduce solo al possesso di informazioni, alla memorizzazione, ma include anche il saper usarle.
Accade così che la nostra cultura diventa molto limitata perché ci si riduce a memorizzare informazioni, forse semplicemente perché si ha paura di conoscere a fondo ciò che è troppo lontano dalle nostre necessità esistenziali.

Tante volte si ha paura di perdere tempo ad imparare cose inutili, di essere giudicati male per un interesse fuori dal normale o di essere incolpati di sottrarre tempo alle cose importanti (magari da gente che nemmeno ti conosce).

Ma chi in questo mondo è in grado di dirci cosa è importate?  
Chi può aver l'autorità di dire se una cosa è utile o no se non la conosce?

É vero che nella vita, se si vuole ottenere un lavoro, è conveniente specializzarsi in qualcosa e sappiamo bene che, chi conosce un po' di tutto e non sa fare una bene una cosa, farà poca strada.

Ma perché fermarsi a queste due scelte quando invece si può puntare a sapere tanto di tutto, magari spostando un po' l'equilibrio verso le nostre passioni?

Al giorno d'oggi aumentano sempre di più quelle persone che si sono ridotte ad “automi della società”, ridotte alla loro funzione lavorativa, al posto assegnato, trascurando ciò che amano come gli affetti, i valori, l' ambiente in cui vivono o l'integrità morale.

Le persone oggi sanno usare oggetti all'avanguardia con molta facilità, imparano lingue diverse, sviluppano metodi di risoluzione sempre più efficienti e complessi per ogni campo eppure non riescono a mandare avanti un matrimonio, aiutare un figlio che si droga, prevenire fenomeni distruttivi per l'ambiente e tossici per l'uomo.

La maggior parte della gente vive per lavorare e lo stipendio lo usa per consumare beni e servizi, senza preoccuparsi di come spendere i soldi in modo etico, rispettando ciò che la circonda, con equilibrio e sapienza.

Forse nella nostra cultura manca qualcosa che riguarda il mondo che ci circonda.

Vi starete accorgendo che questo benessere materiale degli ultimi anni sta danneggiando una parte di noi, mentre fisicamente siamo sempre più protetti da ogni genere di malattia stiamo diventando completamente inermi sulle malattie mentali: stress, suicidi, problemi di droga, di anoressia ecc. sono ormai all'ordine del giorno.

Questo perché si sta ignorando la cultura del saper vivere, del saper amare, del coraggio e del rispetto per ciò che ci è diverso, della comprensione per chi sbaglia.

Non bisogna dimenticare la nostra storia, il perché sono nate le grandi guerre, il perché l'acqua 30 anni fa era più pura, il perché prima le famiglie erano più unite, il perché il nostro cielo ha un certo colore, il perché una religione crede una cosa anziché un'altra.

 Non sono cose inutili, la cultura non è mai inutile.

La cultura ci aiuta a comprendere la vita, a capire che in ogni contesto possiamo essere deboli, tutti possiamo commettere errori e che se siamo vittime di questi non dobbiamo dar sfogo ad odio, rabbia e successiva vendetta generando altri errori in una catena infinita.

La cultura ci aiuta ad amare ciò che pochi amano, ad apprezzare ciò che pochi apprezzano, a non distruggere con il nostro giudizio le persone che fanno qualcosa che non capiamo, ad acquisire il senso del rispetto per il prossimo.

La cultura ci dà la capacità di discernere il bene dal male, capiamo quando facciamo del male a noi o agli altri e capiamo quando gli altri fanno del male cosi da far nascere in noi un senso della giustizia e di responsabilità; ci fa rendere conto di quando esageriamo, conosciamo meglio le conseguenze delle nostre azioni e ci fa essere equilibrati.

La vera cultura ci può dare tutto ciò che ci serve per risolvere i problemi nostri e delle persone che ci stanno a cuore, basta solo avere il coraggio di imparare.

La cultura di oggi manca di quella componente che è invisibile, quella che nutre l'anima, e per questo oggi tanti valori stanno crollando.

Non dobbiamo ignorare le lezioni di vita che, salvo i casi rari, non si imparano nei banchi di scuola ma dobbiamo impegnarci con le nostre forze per colmare questa lacuna culturale che probabilmente ci porterà ad una seria deriva sociale.

Forse cosi, un giorno, le persone potranno capirsi di più e ci sarà quel salto di qualità che da troppo tempo il genere umano sta aspettando di fare.


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