La vera utilità del Curriculum Vitae Europeo.

Come ormai era più consono fare, dopo la mia laurea, mi misi alla ricerca di un lavoro. Il primo passo da fare, ovviamente, fu la stesura di un curriculum. A quel punto una domanda mi sorse spontanea: che modello è meglio usare?

Alla fine scelsi di usare un modello semplice, in un unica pagina, dato che il modello Europass (sarebbe il CV europeo) sarebbe stato sprecato per uno senza esperienze di lavoro come me.

Per la vostra utilità, e per la mia soddisfazione, trovai un articolo interessante che spiegava abbastanza bene la situazione nel 2007 (ma penso che vada bene OGGI). Ne consiglio la lettura a chi è in cerca di lavoro, anche se con questa crisi vi servirà ben più di un curriculum ben fatto...

www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista
Nel 2002 la Commissione Europea ha lanciato una proposta per un modello standard di curriculum vitae a livello europeo. Al momento il modello, ribattezzato Europass Curriculum Vitae è reperibile all’indirizzo internet http://europass.cedefop.eu.int/.
Da un punto di vista grafico/strutturale Il modello Europass:
  • 1. utilizza per la scrittura dei dati solo i 2/3 (in verticale) della pagina
  • 2. riporta un dato anagrafico (ad esempio nome e cognome, telefono, email, cittadinanza, sesso) per riga
  • 3. il livello di conoscenza delle lingue è indicato con riferimento al ‘Quadro comune europeo di riferimento per le lingue’ sviluppato dal Consiglio d’Europa. In pratica viene suggerito di indicare il livello di abilità linguistica riferito a comprensione, conversazione e scrittura utilizzando una classificazione standard (vedi il modello di CV Europass e la griglia di valutazione linguistica riportati in http://europass.cedefop.eu.int/img/dynamic/c1346/type.FileContent.file/_it_IT.pdf, questa fra l’altro è la principale differenza con il modello di CV europeo iniziale).
  • 4. Viene suggerito di dare indicazioni riguardo alle proprie capacità e competenze di natura sociale, organizzativa, informatica, artistica, e di altro tipo.
Dopo alcuni anni di sperimentazione, è possibile trarre alcuni conclusioni sui limiti e la diffusione di questo strumento.
Dal punto di vista delle persone che compilano il curriculum il modello Europass è utile se si hanno poche esperienze lavorative e/o formative, perché l’utilizzo dei 2/3 della pagina ‘ingrandisce’ l’esposizione dei dati e evita l’effetto ‘pagina bianca’ che risulta dall’utilizzo di altri modelli. Al contrario le persone che hanno molte esperienze formative e/o professionali non riescono a condensare il CV in una sola pagina, ma facilmente devono utilizzarne almeno 3 o 4.
Un elemento di difficoltà per chi utilizza il modello Europass (e spesso anche per i consulenti di orientamento) è dovuto alla richiesta di indicare le proprie competenze. E’ noto come quello di competenza sia un concetto ambiguo, e che in Italia e in Europa manca un elenco sistematico e condiviso delle competenze più importanti. Nel modello Europass si richiede di indicare le proprie capacità e competenze ma non se ne fornisce un elenco da cui attingere. Il risultato è che la maggior parte delle persone che compilano il modello non sa cosa scrivere, e tende a indicare sempre le stesse capacità e competenze (ad esempio: capacità di lavorare in gruppo) che suonano così scontate e poco credibili.
Il modello Europass inoltre richiede una presentazione cronologica delle proprie esperienze, e per questo non è adatto per chi ha percorsi formativi o professionali frammentati o è da tempo senza lavoro (su questo punto vedi oltre).
Dal punto di vista dei soggetti che utilizzano il curriculum (ed in particolare imprese e società di gestione del personale) il modello Europass è troppo lungo. In una selezione capita di frequente di esaminare decine di curricula. Se i candidati utilizzano un formato di 3-4 pagine allora il tempo richiesto per l’esame dei curricula (e il costo dell’operazione) aumenta a dismisura. Per questo motivo imprese e società di gestione del personale preferiscono (e richiedono) formati che permettono di condensare tutte le informazioni in una sola pagina (vedi un esempio più in basso).
Il curriculum in formato Europass viene al contrario richiesto da agenzie formative e soggetti pubblici (ad esempio per la selezione in corsi di formazione o l’assegnazione di incarichi) perché questi soggetti hanno meno vincoli di tempo.
Che consigli dare allora ai nostri utenti durante le attività di orientamento? Dal momento che il curriculum in formato Europass viene comunque richiesto, è opportuno che i nostri utenti imparino a utilizzare sia il formato Europass che un formato più sintetico come quello riportato più sotto, con l’avvertenza di inviare il curriculum in formato Europass solo quando espressamente richiesto. Entrambi i formati non sono però adatti a chi ha percorsi formativi o professionali frammentati o è da tempo senza lavoro perché il criterio cronologico su cui sono entrambi basati fa risaltare troppo questi aspetti, che molti datori di lavoro considerano come punti deboli. In questo caso è meglio un curriculum organizzato secondo un modello funzionale (vedi un esempio più in basso), oppure semplicemente inserire i dati relativi al proprio percorso formativo e professionale nella lettera di accompagnamento (vedi un esempio più in basso). Poiché la forma più diffusa di curriculum è quella cronologica (qualunque sia il modello utilizzato) il ricorso a un curriculum organizzato in maniera funzionale o il non inviare un curriculum quando espressamente richiesto può creare un qualche sospetto nel datore di lavoro.
In sintesi, l’idea di un CV standard, e di uno standard a livello europeo è senz’altro lodevole. E’però difficile individuare una formula unica che vada bene per tutti gli utilizzatori, perché il curriculum (al pari di un cappello, un paio d’occhiali, etc.) deve avere forme diverse a seconda di chi lo utilizza. E’ criticabile l’idea di far indicare le capacità e competenze senza fornirne un elenco.


CURRICULUM CRONOLOGICO
CURRICULUM FUNZIONALE
LETTERA DI ACCOMPAGNAMENTO

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