La buona comunicazione come collante sociale

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In questo periodo sto scrivendo molto di comunicazione, forse perché ultimamente sto vedendo con i miei occhi come possa incidere, sia in positivo che in negativo, in un ambiente sociale. 

Anche persone che sostengono delle validissime tesi, finiscono per creare litigi, fastidi, disagi e perdite di tempo solo perché comunicano male. Ancora oggi, nel 2013, non abbiamo capito che aver ragione non è abbastanza, dobbiamo anche essere in grado di esporre il nostro pensiero, di farlo capire agli altri.

A volte, solo perché crediamo di essere nel giusto, o di dire informazioni esatte, ci sentiamo autorizzati a criticare, minacciare, lamentarci ed avere altri comportamenti negativi che, anziché scatenare un cambiamento positivo, peggiorano ulteriormente la situazione. 

Il problema principale è che focalizziamo troppo l'attenzione su noi stessi. Se qualcuno stesse sbagliando nei miei confronti, se andassi da lui a “lamentarmi”, riuscirei a risolvere la situazione solo in caso lui avesse un alternativa al suo comportamento. 

Ma se non l'avesse? Se credesse che il “suo modo” fosse il miglior modo di comportarsi? Pensate davvero che un mio lamento, critica o sfogo potrebbe migliorare le cose? 

Qui, a questo punto, interviene la buona comunicazione, nel contenuto, nella logica delle frasi, nelle parole da utilizzare, con tutto ciò che interessa il “non verbale” (gesti, espressioni, ecc...). 

Una persona serena, che non si sente sotto attacco, è più predisposta ad ascoltare: il panico non arriva, i sensi di colpa si affievoliscono, non si ha bisogno di inventare difese, tutto a vantaggio di una maggiore capacità di concentrazione. 

Allo stesso modo, una persona rilassata, che non si sente sotto esame, può focalizzarsi meglio sul messaggio da recepire. Un atteggiamento giudicante può spesso portare ad un senso di inadeguatezza nel nostro interlocutore che lo lede nella sua autostima. 

Il principale scopo della comunicazione è trasmettere informazioni per ottenere un feedback, una risposta. Non possiamo infatti comunicare con un muro, al massimo con una pianta, o un animale. 

Nel caso volessimo comunicare delle cose positive, dobbiamo essere in grado di creare le condizioni migliori per avere risposte positive, quantomeno costruttive. 
Una buona comunicazione genera benessere
Un atteggiamento amabile, dolce, affabile, calmo che io ho sintetizzato nel termine gentilezza, è fondamentale per predisporre all'ascolto i nostri interlocutori, per metterli a “loro agio”. Anche se comunemente accade, non dobbiamo scambiare questo atteggiamento con una sorta di debolezza: 
Si può essere forti e capaci, senza essere aggressivi. 
Se abbiamo bisogno di assumere un atteggiamento aggressivo per comunicare con gli altri, è evidente che dentro di noi sentiamo di doverci difendere da qualcosa: questo è un segno di debolezza e insicurezza, non di forza e fiducia in sé stessi. 

Anche il giudicare, l'etichettare, il dire “tu non sai 'fare questo' ”, o “tu non sei una persona 'così' ”, non porta alcun vantaggio. 
La nostra tendenza giudicante è la misura di come giudichiamo noi stessi. 
Chi pretende troppo dagli altri, forse pretende troppo da sé stesso, forse perché vede gli errori come qualcosa di irrecuperabile, o altri milioni di motivi. Al contrario, chi sa come porre rimedio agli errori, non solo è più comprensivo con sé stesso e gli altri, ma cresce come persona perché fa dei suoi fallimenti la base del suo successo. 

Quando vorremmo esprimere un giudizio verso una persona, una valida alternativa può essere la diplomazia, l'abilità di condurre e mantenere i rapporti tra due o più soggetti (indipendentemente se siano persone o intere nazioni). Essere diplomatici significa non far sentire sotto esame gli altri, non mettersi a dare giudizi, ma limitarsi a comunicare dei dati oggettivi, che possibilmente incentivino la conversazione. 

Diplomazia e gentilezza sono legate da un sano distacco dalle nostre questioni personali: se mentre parliamo con qualcuno pensiamo prima a proteggere o tutelare noi stessi, la nostra comunicazione diventerà un attacco, un monologo, uno sfogo, un giudizio che potrà anche darci una sensazione positiva iniziale, ma che poi potrà essere causa di litigi, violenze, odio e altre negatività. 
Se vogliamo comunicare in modo gentile e diplomatico, dobbiamo concentrarci sui nostri interlocutori e sull'obiettivo della conversazione
L'obiettivo della conversazione è vario: non è soltanto fare in modo che le informazioni vengano recepite, ma può anche essere ascoltare un sfogo, far emergere una verità, chiarire una situazione, ecc... Capisco che siamo esseri umani e siamo continuamente soggetti all'errore, ma con un po' di allenamento e autodisciplina possiamo fare enormi passi in avanti. 

Per raggiungere un buon distacco dal nostro ego bisogna seriamente cominciare a vedere la vita come un insieme di elementi interconnessi. Siamo solo una parte del mondo e quindi, se lo miglioriamo, automaticamente miglioriamo anche noi stessi; non c'è motivazione più grande che potete trovare... 

Nella pratica, quando ci rivolgiamo ad una persona, cerchiamo di essere rispettosi, di non farla sentire a disagio, umiliata, anche se normalmente si comporta in modo scorbutico o irrispettoso. Se davvero crediamo che questa persona è collegata a noi, siate coscienti di contribuire a migliorare il nostro ambiente sociale, aiutando tutti ad avere una qualità superiore della vita. 

Per comunicare gentilmente, forse sarei l'ultimo che potrebbe darvi lezioni: il mio carattere deciso mi fa tendere spesso verso toni fermi e rigidi che lasciano poco spazio al confronto. Accade così che, se incontro qualcuno che è abituato ad essere criticato spesso, tendo a scatenare degli stati d'animo negativi, anche se non voglio. 

Fortunatamente con gli anni sono migliorato molto. 

A volte mi viene da dire che non ho colpa, che non è un problema mio se gli altri non reggono, ma non è così. È difficile essere decisi e allo stesso tempo calmi è gentili, ma vi assicuro che è possibile, con grande soddisfazione per se stessi e buon umore per gli altri. 

Dovete ricordarvi che, se volete trasmettere positività a qualcuno, l'aggressività non farà altro che limitarvi. Dovete soprattutto tenere a mente che a nessuno piace sentirsi dire cosa fare, mentre invece è bellissimo quando qualcuno sceglie spontaneamente di effettuare un cambiamento capace di migliorare la propria vita. 

Per essere diplomatici, è invece fondamentale mettersi allo stesso livello delle persone; in particolare, se ci poniamo sopra il nostro interlocutore, potremo scatenare timore verso di noi e ciò potrebbe generare fastidio e antipatie. 

Per dimostrare di non sentirci superiori, basta evitare di dare giudizi: se ci sentiamo in grado di giudicare spesso siamo consapevoli di conoscere alternative migliori; e, se questa logica non vi appartiene, vuol dire che siete così abituati a giudicare che ormai lo fate in automatico, anche quando in testa avete solo cazzate. 

È una cosa normale conoscere soluzioni migliori degli altri ma, vi assicuro, i nostri giudizi potrebbero sminuire la persona con cui comunichiamo, anche quando abbiamo buone intenzioni, soprattutto quando non ascoltiamo e pensiamo di sapere già tutto. 

Perciò, limitiamoci a comprendere ciò che ci dicono gli altri e forniamo soltanto le soluzioni che ci chiedono. 

La gentilezza e la diplomazia, quando vengono usate nella comunicazione, ci aiutano a crescere sia umanamente che professionalmente. In un mondo sempre più in crisi, dove l'aggressività e la soggettività spesso dilagano, non è facile assumere un atteggiamento positivo, in grado di generare benessere. 

Oggi siamo sempre più limitati nell'ascolto e ciò va tutto a svantaggio della società: con una cultura della comunicazione non solo riusciamo a farci capire meglio dagli altri, non solo riusciamo a capire situazioni che normalmente non sono alla nostra portata, ma diventiamo un piccolo collante sociale, il buon esempio per una società migliore.

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